Coronavirus: i bambini che sono stati in Cina possono non andare a scuola. Assenza giustificata

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 8 Febbraio 2020 16:38 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2020 19:24
Coronavirus scuole: i bambini che sono stati in Cina possono non andare a scuola. Assenza giustificata

Coronavirus scuole: i bambini cinesi possono fare assenza giustificata (nella foto d’archivio Ansa, il presidente della Repubblica Mattarella visita una scuola con bimbi cinesi)

ROMA – Ma i bambini cinesi (o anche non cinesi ma che sono stati recentemente in Cina) possono andare a scuola? E’ meglio tenerli in quarantena? Come si devono comportare le scuole e gli altri genitori? Sono interrogativi che molte famiglie italiane si pongono in queste settimane di panico da Coronavirus. E che ora hanno una risposta ufficiale: chi è stato recentemente in Cina nelle aree interessate dal virus può restare a casa. Assenza giustificata, con bollinatura del Miur. Il ministero che, di fatto, dà ragione (oggi) a quanto proposto negli scorsi giorni dai governatori della Lega

Coronavirus scuole: la circolare del Ministero.

Monitoraggio con “permanenza volontaria a casa” per la “puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus 2019-nCoV” rivolto a bambini e studenti, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia. Lo prevede l’aggiornamento da parte del ministero della Salute della circolare per le scuole ispirata “al principio di massima precauzione”. Le assenze sono giustificate.

“Fermo restando il diritto inalienabile di bambini e ragazzi, di qualsiasi nazionalità, di frequentare liberamente e regolarmente la scuola in assenza di evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario, in uno spirito di massima precauzione, il Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento, favorisce una ‘permanenza volontaria fiduciaria’ a casa sino al completamento del periodo di 14 giorni dalla partenza dalla Cina”, si legge nella circolare aggiornata per le scuole.

“La circolare – si spiega in una nota del ministero della Salute – riguarda i bambini che frequentano i servizi educativi dell’infanzia e gli studenti, fino alla scuola secondaria di secondo grado, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia”.

La misura di precauzione prevista in questi casi “è quella di una sorveglianza attiva, quotidiana, del ‘Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento’ attivato dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia. Tale monitoraggio consiste nella puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus 2019-nCoV”, si sottolinea.

“Il ministero dell’Istruzione, con il quale l’aggiornamento della circolare è concordato – riferisce il ministero della Salute – con un suo autonomo provvedimento darà indicazione ai dirigenti scolastici affinché tali assenze siano considerate giustificate”.

L’aggiornamento della circolare del 1/o febbraio scorso, che conteneva ‘Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina’ è stato predisposto “sulla base delle indicazioni messe a disposizione dal Comitato Tecnico Scientifico, istituito dal Commissario straordinario della Protezione Civile”.

“Di fronte alla crescita del livello di diffusione del coronavirus 2019-nCoV in Cina – conclude il ministero – l’aggiornamento della circolare è ispirato, coerentemente con tutti i precedenti provvedimenti del ministero, al principio di massima precauzione. Nelle prossime settimane è, infatti, previsto il rientro di studenti che si trovano attualmente in Cina”.

I presidi: “Aspettiamo le nuove istruzioni”.

“L’aggiornamento delle misure precauzionali di contrasto alla diffusione del coronavirus, deciso dal ministero della Salute, prevede che il ministero della Istruzione dirami a sua volta nuove istruzioni alle scuole”. Secondo il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, “sembra che i dirigenti scolastici saranno chiamati ad attivare il Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento ma solo su segnalazione delle singole famiglie di alunni e studenti tornati dalle regioni cinesi interessate dal contagio nei 14 giorni precedenti”.

Salvini: “Qualcuno si scusi con i governatori della Lega”.

“Anche il Ministero alla fine ha deciso: niente scuola per gli studenti di ritorno dalla Cina, che possono stare a casa giustificati. I governatori della Lega, insultati da qualche fesso di sinistra per giorni, allora avevano ragione e aspettano le scuse di chi li ha accusati di allarmismo è razzismo: prevenire è meglio che curare”. Così il segretario della Lega Matteo Salvini. (Fonti: Ansa e Agi).