Coronavirus, viceministro Sileri: “Mascherine e convivenza con virus fino al vaccino”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Aprile 2020 15:53 | Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2020 15:53
Coronavirus Sileri: Abituarci a mascherine, convivenza fino a vaccino

Coronavirus, il viceministro Sileri (in foto): “Dobbiamo abituarci a mascherine, convivenza fino a vaccino” (Credit ANSA)

ROMA – Dobbiamo abituarci alle mascherine e convivere con il distanziamento sociale fino a quando non ci sarà un vaccino contro il coronavirus: queste le parole di Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, che avvisa: “Dopo Pasqua ci sarà una riapertura solo se calano i contagi”.

Durante l’appuntamento del sabato su Facebook e YouTube dell’Associazione Coscioni, Sileri parlando dell’emergenza coronavirus ha spiegato: “La data di inizio della ripresa dopo Pasqua solo se calano i contagi, ma bisognerà convivere con il virus e con il distanziamento sociale fino al vaccino”. 

Sileri ha poi aggiunto: “Dovremo investire in educazione, abituarci all’uso delle mascherine, che sono in arrivo. Ne serviranno milioni”. Fino a quando non ci sarà un vaccino contro il coronavirus, ribadisce il viceministro, “è ipotizzabile il verificarsi di nuovi focolai, ma sicuramente saranno più controllabili”.

Il viceministro della salute ha poi spiegato: “Fare test a campione sulla popolazione sarebbe utile più a livello scientifico, per comprendere lo stato dell’arte dei contagi”, ma in generale, “sul tema rilevo una corsa disperata alla notizia e diffusione di informazioni non verificate e dunque fuorvianti, che andrebbe evitata”.

E ha aggiunto: “Si stanno facendo tanti test per la rilevazione di anticorpi, pure troppi. Alcuni non determinanti in quanto non rilevano dati attendibili su eventuali reinfezioni”.

Intanto negli ultimi dieci giorni l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha requisito nelle dogane di tutta Italia circa 1,8 milioni di mascherine, oltre a numerosi articoli sanitari, come guanti in lattice, dispositivi per la respirazione e ventilatori polmonari.

La requisizione è prevista dal Decreto “Cura Italia” firmato dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte. Il materiale viene poi messo a disposizione della Protezione Civile che decide quale ente ne beneficerà. In totale, in Italia – come confermato nei giorni scorsi anche dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio – sono state sdoganate oltre 50 milioni di mascherine. (Fonte: ANSA)