Coronavirus, state a casa 20 giorni, in tutta Italia. Medici ad alta voce, governo tra le righe

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Marzo 2020 18:08 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2020 18:12
Coronavirus regole, state a casa 20 giorni, in tutta Italia. Medici ad alta voce, governo tra le righe

Coronavirus, state a casa 20 giorni, in tutta Italia. Medici ad alta voce, governo tra le righe (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Coronavirus, cioè state a casa 20 giorni. In tutta Italia e non solo in Lombardia e nell’ampia zona Arancione. State casa il più che potete. E non solo gli anziani. Lo hanno detto e lo dicono i medici. Istituto Superiore della Sanità lo ha detto a chiare lettere in pubblica conferenza stampa. I medici lo dicono ad alta voce. Il governo lo ha detto tra le righe del Decreto che prova ad isolare, meglio a contenere, il contagio limitando la libertà di movimento per già l’enormità di 16 milioni di italiani. 

Stare a casa, rinunciare per una ventina di giorni alla vita normale. Interrompere, sospendere alcuni momenti della normale vita quotidiana. Questo il messaggio, anzi l’appello. Dire no ad una festa, dire no alla movida serale, anche dove ancora Decreto non la vieta. Dire no alla riunione, al riunirsi, affollarsi. In un negozio, centro commerciale, bar, pub, fila ad una cassa o davanti allo sportello di un pubblico ufficio. Stare a casa, non cadere nell’illusione del tutto si ferma, tranne io. Non farsi ingannare dalla falsa idea secondo cui tanto, tra noi, proprio noi, non può succedere.

Stare a casa non perché ce lo ordina il medico o ce lo chiede il governo. Stare a casa il più possibile per una ventina di giorni perché è l’unica cosa da fare per rallentare il contagio che invece galoppa al ritmo di un raddoppio dei casi ogni 2,6 giorni. Stare a casa il più possibile perché è l’unica misura anti epidemia conosciuta e sperimentata.

Sperimentata con apparente relativo successo in Cina. In Cina la popolazione è stata chiusa in casa, d’autorità, d’imperio e anche con la forza. Risultato: il contagio a Wuan non è spento ma nello Hubei decade verso lo zero. Stare a casa d’imperio e sotto controllo sociale gestito da uno Stato autoritario. Risultato: a Pechino città meno casi di contagio che a Piacenza.

Stare a casa sotto ordine e imposizione in Italia non si può. Non si può fare per tanti comprensibili e inamovibili motivi e caratteristiche della nostra società libera quanto la Cina non è. Ma medici ad alta voce e governo tra le righe, non nascoste, di un Decreto è questo quel ci dicono: fare liberamente e responsabilmente e collettivamente, da liberi e consapevoli individui quel che è saggio e necessario. Stare a casa il più possibile. In tutta Italia e a tutte le età. Per cominciare, tra una ventina di giorni, a farlo finire questo virus.