Coronavirus, storie da Bergamo. “Mio padre è morto, nessuno sa dirmi dov’è la salma”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 12:22 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2020 12:22
Coronavirus, storie da Bergamo. "Mio padre è morto, nessuno sa dirmi dov’è la salma"

Coronavirus, storie da Bergamo. “Mio padre è morto, nessuno sa dirmi dov’è la salma” (foto ANSA)

MILANO – “Ho perso in un solo giorno mio padre e mio nonno senza neppure sapere dove siano adesso i loro corpi”: a raccogliere lo sfogo al tempo del Coronavirus di Elena Gabbiadini è ‘Il Giorno’.

Lei vive a Cerro Maggiore, nel milanese, la famiglia invece a Stezzano, in provincia di Bergamo. Il nonno Elia, di 96 anni, è stato trovato morto in casa il 16 marzo, alla sera è deceduto il papà Claudio di 70 per “una forte crisi respiratoria”.

La provincia di Bergamo da giorni fatica a gestire il numero di decessi e di feretri. Sono state aperte camere mortuarie nelle chiese, l’esercito trasporta poi le bare in forni crematori fuori regione. Ed è questo che è successo ai suoi cari. I due corpi sono stati portati all’interno del cimitero.

“Dopo qualche giorno le bare – racconta Elena – sono state portate in una chiesa di Bergamo e da allora non ne sappiamo più nulla. Ci hanno detto che verosimilmente sono state spostate dall’esercito per la cremazione”.

“Io mi auguro che un domani davanti alla lapide di mio padre io possa davvero sperare che sotto ci sia sepolto lui o quello che ne rimane” ha aggiunto. (fonte ANSA)