Coronavirus, cronache dai supermercati: chi fa le foto, gli anziani in giostra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Marzo 2020 10:15 | Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2020 10:15
Coronavirus, cronache dai supermercati italiani: chi fa le foto, gli anziani in giostra

Coronavirus, cronache dai supermercati: chi fa le foto, gli anziani in giostra (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Coronavirus, cronache dai supermercati, le narrano soprattutto cassiere e cassieri. Fuori del supermercato c’è la fila, ordinata e distanziata. All’ingresso, dove la fila diventa finalmente ingresso al supermercato, c’è un addetto che fornisce i guanti usa e getta. Qui ancora tutto ordinato e clienti in ingresso distanziati tra loro. Di spontanea volontà e di organizzata disposizione.

Ma dentro, appena entrati, una volta entrati, molto cambia. L’addetto al supermercato che sta portando merce ai banchi con un carrello non la scampa: uno, due, tre, quattro clienti si raccolgono e radunano intorno a lui come passeri intorno a chicco di grano, come piccioni dove c’è pane. Chiedono informazioni, vogliono sapere se quel prodotto o quell’altro. L’addetto non scampa, funziona da calamita e da solvente: calamita gente e scioglie il distanziamento. Lui è incolpevole, anzi lavora a vantaggio degli altri e a rischio suo, ma la gente, quando diventa gente e non individui, non resiste all’effetto gregge: dove va uno, vanno due e vanno tre e vanno quattro…

Nel supermercato, nei supermercati si entra distanziati come da regola e garanzia per la salute. Ma dentro distanziati non si sa resistere: di fronte al bancone dei salumi e dei formaggi, davanti alle vetrine del latte e del burro. Una volta entrati in molti, in troppi è come ritenessero assolto l’obbligo di stare l’uno lontano dall’altro. Ce ne si dimentica? Si ha nel supermercato una falsa sensazione di luogo protetto?

La distanza la gente la recupera alle casse, lì ridiventa ligia e attenta. Ma prima, mentre girava per il supermercato no. So osservano, frequenti, comportamenti  non commentabili: il rimettersi a portata di gomito di fronte alle merci. Visti anche in parecchi, soprattutto uomini ma non solo, intenti a fotografare questa o quella merce per consultarsi con i rimasti a casa se è quella che serve e quella che piace. Ovviamente fregandosene di ingrossare così la fila all’esterno e di bloccare il prossimo all’interno, a meno di favorire l’avvicinamento, appunto…

Soprattutto ovunque vista, segnalata, registrata l’inattesa e sorprendente costante degli anziani in giostra. Giostra del supermercato in cui gli anziani, soprattutto loro, vanno spesso e volentieri a fare un  altro giro. Fare la spesa, andare la fare la spesa al supermercato più volte al giorno. Andare per eludere la solitudine, andare per comprare contatto umano. Ma è un andare molto pericoloso, soprattutto per gli anziani stessi.

Gli stessi anziani che vedi in fila alle Poste, che vedi in  fila per andare in banca, in banca agli uffici e sportelli e non al bancomat. Andare più volte dove è consentito, andarci con frequenza più che imprudente. E ora che i lavoratori delle banche e delle Poste vogliono uffici chiusi o quasi, ora che chi lavora nei supermercati chiede e ottiene o si prende orari ridotti, dove andranno in giostra gli anziani?