Coronavirus, nei supermercati della Lombardia misurazione della febbre all’ingresso. E ipotesi fasce orarie per anziani

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Marzo 2020 14:24 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2020 14:24
Coronavirus, nei supermercati della Lombardia misurazione della febbre all'ingresso. E ipotesi fasce orarie per anziani

Coronavirus, nei supermercati della Lombardia misurazione della febbre all’ingresso. E ipotesi fasce orarie per anziani (Foto Ansa)

MILANO  –  Misurazione della febbre all’ingresso dei supermercati e fasce orarie riservate agli anziani. In Lombardia, la regione italiana più colpita dal coronavirus e con la stretta maggiore nell’affrontare l’epidemia, la prima misura è già attiva e la seconda lo potrebbe diventare presto. 

Sono partiti infatti lunedì 23 marzo in alcune catene di supermercati della regione i controlli all’ingresso con termoscanner per misurare la febbre ai clienti, come “raccomandato” dall’ordinanza regionale firmata sabato dal governatore, Attilio Fontana.

Davanti all’ingresso del supermercato Il Gigante a Sesto San Giovanni (Milano) l’addetto alla sicurezza misura la temperatura a chi sta per entrare. Da martedì 24 marzo sarà la volta di tutti i supermercati Esselunga che si doteranno di termoscanner sia in Lombardia che in Piemonte, dato che anche il governatore Alberto Cirio ha previsto la stessa raccomandazione di Fontana per supermercati, farmacie e luoghi di lavoro.  

Il presidente della Regione sta valutando anche l’idea di dedicare alcune fasce orarie agli anziani: “Una cosa a cui stiamo pensando è come prevedere degli orari riservati a certe categorie. Ad esempio se noi facessimo come in certi Paesi, in cui è stata già sperimentata questa misura, dalle 8:30 alle 10:30 riservata agli over 65 potrebbe agevolare”, ha detto Fontana a Mattino 5.

“Poi c’è comunque il discorso di fondo: a me sembra di capire che la spesa venga un po’ utilizzata oltre che per approvvigionamento anche come di mezzo di socializzazione, ma non deve essere così. Basterebbe andare anche due volte a settimana, ma qui c’è gente che ci va ogni giorno”, ha sottolineato Fontana.  

In Lombardia è previsto anche “l’isolamento di tutti i positivi“, che non possono isolarsi in casa, “nelle varie strutture, sia negli ospedali militari già approntati sia negli alberghi. Un albergo è stato già messo a disposizione per questa finalità e nel caso andremo a reperirli e sequestrarli se non c’è disponibilità, ma credo che da parte dell’associazione degli albergatori non ci sia nessun problema, quindi concorderemo con loro ogni tipo di scelta”. 

Intanto il presidente della Regione ha fatto sapere di aver “inviato una nota formale al ministro dell’Interno Lamorgese, con la quale ho avuto anche una telefonata prima dell’invio, con la quale chiedo che il ministero esprima il suo parere se si debba applicare l’ordinanza della Regione o il Dpcm”, dove c’è un conflitto, perché quella della Regione prevede limitazioni maggiori. “Il nostro ufficio legale e i giuristi che abbiamo consultato – ha aggiunto Fontana – ci dicono che deve prevalere la nostra ordinanza, ma abbiamo chiesto al ministro perché in questo momento non si deve creare alcun conflitto”. (Fonti: Agi, Ansa)