Coronavirus, in 10 regioni terapie intensive a rischio. E mancano gli anestesisti

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Ottobre 2020 16:04 | Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2020 16:04
Coronavirus, 10 regioni a rischio tenuta terapie intensive. E mancano anche i medici anestesisti

Coronavirus, 10 regioni a rischio tenuta terapie intensive. E mancano anche i medici anestesisti (Ansa)

Coronavirus, 10 regioni a rischio tenuta terapie intensive. E mancano anche i medici anestesisti

Dieci regioni italiane hanno un rischio definito alto per la tenuta delle terapie intensive con questa seconda ondata di coronavirus: si tratta di Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. E in molte mancano gli anestesisti. 

Secondo il monitoraggio del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità hanno una probabilità di superare la soglia del 30% delle terapie intensive occupate da pazienti Covid nel prossimo mese, da alta a massima. Le regioni segnalate con il livello più alto di rischio per questo parametro sono la Lombardia, la Liguria. 

Mancano anestesisti

Ma non sono solo i posti a mancare, nelle terapie intensive, ma anche i rianimatori. Questo l’allarme lanciato da Americo Ciocchetti, coordinatore del report settimanale dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell’Università Cattolica, campus di Roma (Altems).

“A fronte dell’aumento dei posti letto di Terapia intensiva (Ti) manca ad oggi un aumento in egual misura del numero degli anestesisti, venendo a minare il rapporto tra personale anestesista e posto letto in Ti”, sottolinea Ciocchetti.

Prima dell’emergenza, evidenzia Altems, il rapporto in Italia tra anestesisti-rianimatori e posti letto di Ti era di 2,5. Per ogni posto letto c’erano cioè 2,5 unità di personale.

Considerata la risposta strutturale delle regioni, ovvero l’acquisizione di personale tramite bandi per posizioni a tempo indeterminato e determinato, e l’incremento di posti letto previsto dal DL34, il rapporto scende a 1.6 (-0.9), con differenze regionali.

Gli anestesisti e le regioni

Il valore più basso è in Calabria e Marche: 1,4 anestesisti per posto letto di Ti. Al contrario la regione che mantiene il rapporto più alto è il Friuli Venezia Giulia con 2 unità per posto letto.

Se si considera la riduzione del rapporto posto letto Ti-personale anestesista, sottolinea il Rapporto Altems, la Regione che registra la riduzione più alta è la Valle d’Aosta (- 1.7), passando da 3,5 anestesisti e rianimatori per posto letto prima dell’emergenza a 1,8.

Al contrario, Veneto e Molise registrano il decremento minore passando rispettivamente da 1.9 a 1.6 e da 2.0 a 1.7. (Fonte: Ansa)