Coronavirus, già persi 500mila turisti cinesi in Italia rispetto al 2019

di Alessandro Avico
Pubblicato il 1 Febbraio 2020 16:12 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2020 16:12
Coronavirus, già persi 500mila turisti cinesi in Italia rispetto al 2019

Coronavirus, già persi 500mila turisti cinesi in Italia rispetto al 2019 (Foto Ansa)

ROMA – Coronavirus, già persi 500mila turisti cinesi in Italia. Per quanto riguarda il problema delle disdette e delle cancellazioni dovute allo stop dei voli e alle restrizioni per limitare il diffondersi del coronavirus il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca è molto netto: “I conti sono presto fatti: ci basiamo sullo scorso anno quando in Italia abbiamo toccato i 4 milioni e mezzo di arrivi dal mercato cinese. A febbraio l’anno scorso era 450-500 mila arrivi. E quest’anno zero! Non c’è un calo, è zero e basta. E riteniamo che almeno nel primo semestre di quest’anno il mercato cinese sarà off limits”.

“Sottolineiamo però – prosegue Bocca – che non stiamo registrando rallentamenti sui paesi limitrofi alla Cina. Da Taiwan o dalla Corea la gente continua a viaggiare tranquillamente. Al momento è quindi un calo circoscritto, certo su certe destinazioni è un calo pesante perché in questo periodo c’era il Capodanno cinese, periodo in cui i cinesi viaggiavano e spendevano, e l’Italia è in cima ai loro desiderata”.

“Non dobbiamo drammatizzare una situazione che a oggi è totalmente sotto controllo perché l’importante è che il problema sia circoscritto alla Cina, paese con cui abbiamo preso che tutti i provvedimenti del caso come lo stop dei voli. E’ importante che non si entri nella “psicosi” di vedere gente con le mascherine per la strada, come se fossimo un paese dove c’è un contagio diffuso. Potrebbe essere tremendo nei confronti degli altri mercati (come gli Usa), che qualora dovessero percepire che l’Italia è un Paese a rischio, interromperebbero totalmente i viaggi”, dice ancora all’Ansa il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. “Non dobbiamo cadere nel panico perché abbiamo superato la Sars e altre malattie ben più letali. E’ una malattia seria che va gestita con attenzione, senza farsi prendere da isterismi” aggiunge. (Fonte Ansa).