Coronavirus corre a New York, Usa prossimo epicentro. Ma Trump: “A Pasqua riapriamo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2020 - 09:37 OLTRE 6 MESI FA
Coronavirus corre a New York, Usa prossimo epicentro. Ma Trump: "A Pasqua"

Il presidente Usa Donald Trump(Ansa)

ROMA – Una portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità afferma che l’85% dei casi di coronavirus segnalati nelle ultime 24 ore sono stati in Europa e negli Stati Uniti. L’epidemia negli Stati Uniti ha ormai superato i 52mila casi con oltre 600 morti.

Oms: Usa prossimo epicentro dell’epidemia

La maggior parte dei casi è nella città di New York, dove si concentra il 60% dei contagi dello Stato e il 35% di quelli negli Usa. La grande accelerazione nel numero di contagi conferma la grande paura americana, tanto che, secondo la stessa portavoce dell’Oms, gli Stati Uniti si candidano a diventare il prossimo epicentro mondiale dell’epidemia.

Un’affermazione che va esattamente nella direzione opposta all’irrazionale ottimismo di un presidente che già comincia  a veder la luce in fondo al tunnel”.

Ma Trump: “Riapriamo l’America entro Pasqua”

Trump freme per riaprire l’America, l’obiettivo dichiarato è farlo prima di Pasqua, entro 15 giorni. “Se fosse per i medici il mondo intero sarebbe chiuso”, dice Trump che medita invece,entro 15 giorni l’allentamento delle regole, anche quelle sul distanziamento sociale così da spianare la strada alla riapertura delle imprese. L’obiettivo è evitare che “la cura sia peggio della malattia”.

Ricciardi (Oms): “Ascolti la scienza, o sarà catastrofe”

Secondo Walter Ricciardi, rappresentante dell’Italia presso l’Oms, nonché consulente del governo, una posizione suicida. “Se Trump non ascolta gli scienziati gli Stati Uniti andranno in contro a una catastrofe umanitaria”. Non si rende conto, aggiunge Ricciardi, di quello che dicono i numeri, il virus corre come non mai. “Solo a New York si sono stati più di 25mila casi con un raddoppio dei contagi da coronavirus ogni tre giorni. Mai vista una cosa del genere nell’epoca contemporanea”.

Che fine ha fatto Fauci, il virologo che fa tacere il presidente?

E non si è visto nemmeno – accanto a Trump che spargeva ottimismo dal palco della Briefing Room della Casa Bianca – Anthony Fauci, la massima autorità Usa in fatto di malattie infettive.

Sui social in molti si chiedono dove sia finito il ‘virologo in chief’ e molti collegano l’assenza alla sua intervista critica, quella durante la quale ha ammesso che in alcune occasioni avrebbe strappato il microfono a Trump per non sentirlo parlare del coronavirus.

Il presidente Usa minimizza. “Non è presente perché non parliamo delle cose di cui è esperto”. E insiste. “Più si sta fuori, più difficile è la ripresa”. Ma anche a fronte di un’apertura in tempi record un piano di stimoli da 2.000 miliardi di dollari è necessario. “Dobbiamo aiutare aziende come Boeing, e poi serve dare una spinta all’economia. Comunque quando ripartirà volerà”. (fonte Ansa)