Coronavirus, va a prendere la moglie infermiera a fine turno. Multa da 533 euro, lei resta sola al porto

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Aprile 2020 12:04 | Ultimo aggiornamento: 15 Aprile 2020 12:04
Coronavirus, va a prendere la moglie infermiera a fine turno. Multa da 533 euro, lei resta sola al porto

Coronavirus, va a prendere la moglie infermiera a fine turno. Multa da 533 euro, lei resta sola al porto (Foto archivio Ansa)

ROMA – Era andato a prendere la moglie a fine turno in ospedale e lo hanno multato di 533 euro. E’ il calvario vissuto da Rosaria De Nicola, infermiera al Capilupi di Capri, rimasta per ore bloccata al porto di Sorrento, dopo che il marito è stato bloccato dai vigili a Castellamare di Stabia.

Dopo un turno di 24 ore a prendersi cura dei pazienti nella tenda Covid-19 allestita dinanzi all’ospedale, la donna stava rientrando a casa a bordo del traghetto allestito appositamente per i pendolari sanitari nei giorni di festa. Era il 13 aprile, il giorno di Pasquetta e Rosaria racconta: “Mi ero accordata con mio marito per farmi prelevare al porto, in modo da tornare a Lanucusi, la frazione di Fisciano dove abitiamo”.

Durante il viaggio, però arriva la telefonata del marito: “La polizia municipale lo aveva bloccato a Castellamare di Stabia per uscita non giustificata”. “Ho chiamato i vigili di Castellamare spiegando che non guido e non c’erano mezzi pubblici, oltre al fatto che mio marito appartiene al mio nucleo familiare e può accompagnarmi – continua la donna- ho telefonato ai vigili capresi pronti a testimoniare la mia presenza in ospedale, ho riferito che avrei portato in visione il mio badge e ho contattato i carabinieri, la polizia di Stato e la polizia municipale di Sorrento per farmi aiutare”.

Ogni telefonata però è stata vana perché al marito viene verbalizzata una multa da 533.33 euro e rispedito a casa. Rosaria resta sola al porto di Sorrento. “Alla fine sono riuscita a rincasare perché la Capitaneria di Porto di Sorrento mi ha riaccompagnato a casa, era Pasquetta e non c’era alcun mezzo”. 

Sul caso è intervenuto anche il Nursind, il sindacato degli infermieri, che ha chiesto garanzie per il ritorno a casa dei lavoratori che operano negli ospedali su territori disagiati. “Eppure appare scontato che garantire la mobilità agli infermieri, in questa situazione, è il minimo – ha detto il segretario regionale Antonio Eliseo – Come sindacato siamo accanto alla collega e ci muoveremo in tutte le sedi legali contro quella multa e quanti l’anno emanata. Siamo stufi che da un lato ci chiamino eroi e dall’altro veniamo multati. Ci vogliono da parte di De Luca, disposizioni chiare e precise”. (Fonte: Corriere del Mezzogiorno).