Covid Veneto, record morti: 165 in 24 ore, più del 10 dicembre nero. Zaia chiama governo: “Non andiamo in ordine sparso” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Dicembre 2020 15:12 | Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre 2020 18:26
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Coronavirus Veneto, record di morti: 165 in 24 ore, più del 10 dicembre nero. Zaia chiama il governo: “Non andiamo in ordine sparso”

Tragico record in Veneto che, in sole 24 ore, registra 165 morti per coronavirus. E’ il dato più alto di vittime per Covid di questa seconda ondata, che supera anche il giorno nero del 10 dicembre, quando i decessi erano stati 148.

Secondo quanto riportato nell’ultimo bollettino della Regione Veneto sono 3.320 i nuovi contagi riscontrati nelle ultime 24 ore. 

Il numero dei positivi da inizio pandemia sale a 196.790, quello dei morti a 4.992. Negli ospedali sono 2.951 i malati Covid ricoverati nei reparti medici (+57), 373 quelli nelle terapie intensive, stabili rispetto a ieri. Gli attuali positivi sono 92.690 (+162). 

Quanto al record di morti, va precisato che si tratta di un numero che potrebbe risentire del caricamento in ritardo di perdite avvenute nell’ultimo fine settimana. Ieri i morti erano stati appena 26. 

Luca Zaia: “E’ come 7 ospedali Covid pieni”

“La situazione in Veneto è assolutamente pesante perché abbiamo 3.324 ricoverati” negli ospedali. Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia durante il consueto punto stampa sul Covid.

“E sono pazienti complicatissimi, più 57 nelle ultime 24 ore, sono un numero importante; è come se quasi 7 ospedali grandi di provincia fossero orientati per i pazienti Covid”.

I ricoveri nelle terapie intensive, 357, sono stabili rispetto a ieri, in linea con il picco dello scorso marzo, ma i ricoveri nei reparti non critici sono cresciuti di un terzo rispetto ad aprile.

“Siamo qui che preghiamo perchè arrivino i vaccini. Perchè ci sarebbe un raggio di sole in questa tragedia”. Poi, rivolgendosi ai giornalisti, ha chiesto: “Secondo voi gli amministratori si candidano per contare morti? Vi rendete conto in quale periodo storico siamo? Peraltro ci ritroviamo con una risposta peggiorata nelle case di riposo, nonostante si siano fatte misure di prevenzione che a marzo ce le sognavamo. Oltre ad essere blindate, nelle case di riposo facciamo tamponi agli operatori, agli ospiti, abbiamo messo a disposizione tamponi rapidi ai visitatori”.

“Abbiamo più mortalità nelle case di riposo di quella che avevamo a marzo quando – ha aggiunto – giustificavamo il dato, che era minore, dicendo che non c’erano i dispositivi, non c’era una campagna aggressiva di testing. Inoltre, la maggioranza delle case di riposo erano senza virus, pulite. Adesso abbiamo un virus che è entrato a macchia di leopardo un po’ dappertutto. Abbiamo una mortalità extra ospedaliera nelle case di riposo, che sono chiuse, blindate”.

Quanto all’eventualità di un lockdown di Natale, Zaia ha aggiunto: “Sono convinto che, nel rispetto della libertà, in una situazione come questa delle misure ci vogliono. Ma non andiamo in ordine sparso, è innegabile che quello degli assembramenti è un tema nazionale”.

“Il Governo – aggiunge – pone una questione nazionale e rispetto alle restrizioni che vorranno prendere, io non ho una posizione ostile. Vediamo, nelle prossime ore, che partita si avrà”.

Per Zaia l’altro aspetto importante per i territori è quello dei ristori. “Anche ieri, nell’incontro con i sindaci, pur nelle posizioni variegate, quello dei ristori è stato il minimo comune denominatore, il vero tema che allineerebbe tutti”.

“Ognuno – conclude – concorda sul fatto che le misure sono direttamente proporzionali alla quantità dei ristori che potremo essere sicuri di avere”. (Fonte: Ansa).

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev