Coronavirus, in Veneto Zaia vuole i tamponi per strada

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Marzo 2020 20:24 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2020 20:24
Coronavirus, in Veneto Zaia vuole i tamponi per strada

Coronavirus, in Veneto Zaia (nella foto Ansa) vuole i tamponi per strada

VENEZIA  –  Tamponi per strada e piano per gli ospedali: il Veneto passa alle misure forti per cercare di arginare la epidemia di coronavirus. 

La Regione darà il via ad un maxi-monitoraggio della popolazione con i “tamponi su strada”, davanti a supermercati e uffici postali, e intanto ha predisposto un piano di ospedali dedicati Covid-19, uno per ognuna delle 7 province, portando la dotazione totale a 3.000 posti letto. Ciò per rispondere all’ipotesi della maggior pressione possibile.

Sui ‘tamponi di massa’, però, arriva la fredda risposta dell’Istituto Superiore di Sanità: “Siamo inseriti in un contesto internazionale e abbiamo una continua collaborazione con l’Oms, il fatto che altri Paesi europei adottino nostre stesse misure dà la dimensione che è importante essere coordinati. Il parere del comitato tecnico scientifico è quello espresso a livello internazionale” ha detto il presidente Silvio Brusaferro.

Il presidente della Regione, Luca Zaiam tuttavia va avanti, e intanto presenta il disegno della nuova rete ospedaliera: diventano strutture Covid-19 gli ospedali di Belluno, Vittorio Veneto, Dolo, Jesolo, Trecenta, Schiavonia, Santorso, Villafranca e Borgo Roma a Verona.

I posti letto totali, fra terapia intensiva, subintensiva e malattie infettive, passano da 744 a 2.985, dei quali 825 di Terapia Intensiva (a regime normale sono 494), 383 di Terapia Subintensiva (85), 1.777 di malattie infettive (165). A questi si aggiungono 740 posti letto per le degenze “normali”, da ricavare riattivando 5 ex ospedali: Valdobbiadene, Monselice, Bussolengo, Isola della Scala e Zevio.

La Protezione Civile è già all’opera per riattaccare elettricità, rimettere in funzione ascensori e impianti termici. Non sono invece previsti ‘capannoni’ o strutture provvisorie: “E’ l’estrema ratio – ha detto Zaia – noi continueremo a curare i nostri cittadini negli ospedali”.

Il piano per i tamponi “on the road” sarà presentato all’inizio della settimana. Verrà realizzato con il supporto di Microbiologia dell’Università di Padova, guidata dal prof. Crisanti, che ha all’attivo il successo della mappatura con test a tutti gli abitanti di Vo’, dove il contagio si è fermato. Coinvolgerà sanitari, Protezione Civile, volontari.

L’obiettivo “è fare il vuoto attorno al contagio”. Si lavorerà per cerchi concentrici, verificando, ogni nuovo positivo, la situazione di familiari, amici, colleghi. Una direzione, i tamponi a tappeto, che il Veneto aveva scelto dall’inizio. Ad oggi ne sono stati fatti 29.000.

Nell’immediato l’imperativo, ha ripetuto Zaia, “è stare a casa. Ciascuno di noi è responsabile della salute del proprio vicino di casa, dei propri parenti, dei figli. Le proiezione sul contagio sono in crescita, se non si seguono le regole si rischia il crash sanitario e il coprifuoco”.

I casi in Veneto sono arrivati a 2.246, con 66 vittime. Se il virus non dovesse fermarsi, ha precisato Zaia, bisogna prepararsi all’idea “di una rete di ospedali che dovremo riempire con malati gravi di Coronoavirus. Se il ‘maltempo’, poi, si trasformerà in uragano, non basteranno neppure i nuovi ospedali e posti letto”. (Fonte: Ansa)