Coronavirus, vescovo Piacenza vieta comunione per bocca e scambio di pace

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Febbraio 2020 14:37 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2020 14:37
Coronavirus, vescovo Piacenza vieta comunione per bocca e scambio di pace

Coronavirus, vescovo Piacenza vieta comunione per bocca e scambio di pace (foto ANSA)

PIACENZA – Distribuire la Comunione solo sulla mano e non in bocca ed evitare lo scambio di pace. Sono alcune delle misure disposte dal vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio per le messe nelle chiese della Diocesi. A seguito delle disposizioni emanate dalla Prefettura di Piacenza sul Coronavirus, il Vescovo ha disposto, a scopo precauzionale e sino a nuove indicazioni, anche la sospensione delle attività di catechismo, di gruppo e altre occasioni aggregative. 

 Coronavirus, Cei: “Pronti a misure, ma niente allarmismi”

“Noi pensiamo di essere in totale accordo col ministro della Salute, ma siamo disposti per tutelare la salute della nostra gente ad attuare qualunque disposizione”. Così il presidente Cei, card. Gualtiero Bassetti, sui contagi da coronavirus. “Io sono preoccupato perché naturalmente sono cose che riguardano la salute e il bene delle persone – aggiunge -. Sono anche convinto che non bisogna diffondere allarmismo, perché non serve l’allarmismo, servono le cautele giuste che in questo caso dovremo osservare e siamo disposti ad osservare”.

Interpellato dai giornalisti, a margine dell’Incontro dei vescovi del Mediterraneo a Bari, sugli eventuali provvedimenti da adottare nelle chiese per arginare l’epidemia da coronavirus, Bassetti risponde di attendere le indicazioni del Ministero, “perché noi non abbiamo i dati precisi come li può avere quel Ministero”, ma di non avere avuto ancora contatti o colloqui col ministro Roberto Speranza. Il presidente della Cei dice anche di non aver ancora parlato col vescovo di Lodi, Maurizio Malvestiti, “perché esco ora da un tourbillon che è durato quattro giorni. Lo farò nel pomeriggio stesso”. Bassetti spiega di non aver ancora pensato a provvedimenti per la sua diocesi, quella di Perugia, ma sulla presenza nel capoluogo umbro dell’Università per Stranieri riconosce che “questa sarà una cosa che va presa in considerazione. Io ho una Università per Stranieri e molti vengono dall’Oriente. Ma credo che a questo livello fossero già state prese dall’autorità civile delle cautele, perché questo non riguarda direttamente me ma riguarda l’autorità civile, quindi la Regione, la Provincia, prendere delle cautele giuste, opportune, in questo senso”.

A chi gli chiedeva se avesse adottato la mascherina, il presidente della Cei ha risposto di no, ribadendo che anche nei confronti dei sacerdoti che arrivano dall’Oriente “prenderemo tutti quei provvedimenti che vengono stabiliti per legge. Noi non siamo l’autorità civile. Quindi dobbiamo anche distinguere molto bene le nostre competenze. Io non posso prendere nessun provvedimento che non sia stato suggerito o dato dall’autorità civile perché intanto diffonderei anche un timore eccessivo e poi non mi fiderei di chi ha la responsabilità delle istituzioni, in questo caso soprattutto dell’ambito medico”. A proposito infine della messa di domani a Bari con papa Francesco, alla quale sono attese 40 mila persone, conclude: “La messa di domani è tutta regolare,non c’è nessuna ragione per fare altrimenti”. (fonte ANSA)