Coronavirus, il virologo Pregliasco: “Mascherine e distanti anche quando usciremo di casa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Marzo 2020 17:32 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2020 17:32
Coronavirus, Ansa

Coronavirus, il virologo Pregliasco: “Mascherine in casa e distanziamento sociale, ecco come cambieranno le nostre abitudini” (foto Ansa)

ROMA – Come sarà la vita dopo il picco? Come cambieranno le nostre abitudini?

Le attuali misure di rigore ed isolamento “saranno necessarie ancora per settimane, ma quando si avrà la riapertura del Paese sarebbe opportuno effettuarla gradualmente per quanto riguarda le aziende, sulla base dell’utilità sociale delle produzioni”.

Queste le parole, all’agenzia Ansa, del virologo Fabrizio Pregliasco. “Opportuno sarebbe anche prevedere una tempistica differenziata per il ritorno alla vita sociale e l’uscita da casa, con le fasce anziane e fragili che andrebbero protette in modo particolare”.

Ecco come presto potrebbe cambiare la nostra vita.

La riapertura di aziende, attività e scuole, afferma Pregliasco, “va naturalmente pianificata e non potrà essere da un giorno all’altro, non si potrà cioè tornare istantaneamente alla vita normale”.

Allo stesso modo dovranno cambiare le nostre abitudini ed atteggiamenti:

“In casa, insieme ai cerotti, dovremo avere anche le mascherine e nella vita di tutti i giorni non potremo non considerare il distanziamento sociale”.

In generale, “bisognerà immaginare la riapertura del Paese con gradualità, valutando le singole tipologie di attività e facendo in modo che le aziende possano organizzarsi anche da un punto di vista di precauzioni sanitarie e di procedure di distanziamento”.

In altri termini, chiarisce l’esperto, “la riapertura delle aziende credo vada considerata caso per caso, dotando i lavoratori delle protezioni necessarie e sulla base dell’utilità sociale delle singole produzioni”.

Importante, secondo il virologo, è pure “considerare uno scaglionamento per fasce di età con l’obiettivo di avere maggiore precauzioni per le fasce di popolazione più anziana o fragile”.

“Queste categorie – continua – dovrebbero essere le ultime ad abbandonare la misura del’isolamento sociale”.

“Riapriremo il Paese – spiega – ma dovremo essere sempre in allerta per individuare immediatamente qualunque nuovo eventuale caso di coronavirus SarsCov2, per procedere immediatamente ad un intervento massiccio con l’isolamento del singolo caso e l’effettuazione di tamponi a tappeto su tutti i contatti. Diventerà cioè essenziale individuare subito un eventuale singolo focolaio per spegnerlo immediatamente ed evitare un nuovo propagarsi dell’epidemia”.

Questo perché il rischio di un’epidemia di ritorno “è presente poiché una grossa quota della popolazione, non contagiata, resta suscettibile al virus e potrebbe essere colpita in una seconda ondata”. 

Fonte: Ansa.