Coronavirus, i familiari delle vittime di Bergamo: “In fattura anche il conto per il trasporto delle urne”

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Aprile 2020 12:14 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2020 12:14
Coronavirus, i familiari delle vittime di Bergamo: "In fattura anche il conto per il trasporto delle urne"

Coronavirus, i familiari delle vittime di Bergamo: “In fattura anche il conto per il trasporto delle urne” (Foto Ansa)

BERGAMO  –  E’ arrivato il conto ai familiari dei morti di coronavirus nella provincia di Bergamo, una delle più martoriate dalla pandemia. Un conto che non torna. 

Il conto è quello delle spese per la cremazione che sono state addebitare ai parenti delle vittime.

Per questo motivo i Comuni della Val Seriana hanno deciso di pubblicare sui propri canali istituzionali le tariffe, con iva inclusa, applicate dalle città fuori dalla Lombardia che hanno eseguito il servizio, sottolineando che non sono richiesti costi di trasporto effettuati con mezzi militari.

I cittadini sono comunque invitati a segnalare eventuali anomalie. 

Ma dal gruppo Facebook Noi denunceremo, che raccoglie i parenti dei morti della provincia di Bergamo, arriva una richiesta: “Le amministrazioni si interroghino su cosa fare: tanti di noi, senza più lavoro, hanno tumulato più cari”.

Le tumulazioni sono avvenute per lo più lontano da Bergamo: a Novara, Padova, Bologna, Ferrara, Vicenza e Firenze. Qui le salme sono state trasportate con i mezzi militari. 

Secondo quanto riferisce Tgcom24, già diverse volte i familiari avevano denunciato su Facebook di non essere neanche a conoscenza dei luoghi dove le bare erano state portate.

Adesso i vari Comuni della Bergamasca hanno pubblicato le tariffe dei forni crematori extraregionali per il servizio.

“Ogni struttura ha applicato prezzi diversi, in alcuni casi scontati e agevolati – spiega l’amministrazione di Bergamo, – e qualora i trasferimenti siano stati effettuati da mezzi militari e delle forze dell’ordine, non possono essere conteggiati costi a carico delle famiglie dei defunti”.

Netta la linea dei familiari raccolti in Noi denunceremo: “E’ chiaro che in piena emergenza, a comunicazione del decesso per Covid-19 da parte dell’ospedale, i parenti, spesso in quarantena e impossibilitati a prendere accordi per la benedizione religiosa e per una cerimonia ristretta, abbiamo scelto la cremazione, pensando che avvenisse nel forno crematorio di Bergamo”, ha spiegato a Tgcom24 Luca Fusco, fondatore del gruppo social. 

“Dalla stampa, poi, – continua – abbiamo saputo che i nostri cari venivano trasferiti fuori regione e ora siamo vittime di una disparità di trattamento, stavolta senza scelta: tra i costi applicati, per esempio, tra Bologna e Ferrara c’è una differenza del 100%”.

Fusco sottolinea anche come molti siano rimasti senza lavoro, sempre per l’emergenza coronavirus: “Tanti di noi hanno dovuto tumulare più cari insieme e in tanti sono anche rimasti senza lavoro, quindi sarebbe bene che le varie amministrazioni che non hanno prima pensato di fare accordi per uniformare la spesa, studino ora come intervenire in aiuto ai cittadini”. (Fonte: Tgcom24)