Correzzola, multato da autovelox nascosto: sanzione annullata, il limite sul cartello era più alto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Aprile 2019 12:27 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2019 12:27
Autovelox mascherato e tarato male: giudice annulla multa a Correzzola

Correzzola, multato da autovelox nascosto: sanzione annullata, il limite sul cartello era più alto

PADOVA – Un automobilista è stato multato per eccesso di velocità da un’autovelox tarato a 50 chilometri orari, peccato che il limite scritto sul cartello stradale in quel tratto fosse di 70 chilometri orari. Questo il motivo per cui il giudice di pace ha annullato la sanzione inflitta all’automobilista dalla polizia locale di Correzzola, in provincia di Padova.

L’episodio risale al 16 maggio 2018 sulla strada regionale 516 Piovece che collega Pontelongo e Adria. L’automobilista all’uscita da una rotonda si è imbattuto in un’autovelox mascherato da guardrail e albero, mentre la polizia locale era ferma sul lato opposto della carreggiata dietro a un albero. L’uomo si è fermato a chiedere spiegazioni, dato che il cartello sulla strada era di limite a 70 chilometri orari, mentre ad appena 20 metri di distanza l’autovelox era stato tarato per multare chiunque passasse a una velocità superiore ai 50 chilometri orari. 

L’uomo si è visto recapitare una sanzione per eccesso di velocità, dato che nel tratto viaggiava a 58 chilometri orari, mentre il cartello a vista imponeva un limite di 70. Per questo motivo ha deciso di fare ricorso e di non pagare la multa di 28,70 euro oltre a 18 euro di spese di notifica entro cinque giorni. L’autovelox infatti è un dispositivo utilizzato dalle amministrazioni locali per prevenire gli eccessi di velocità e per questo motivo deve essere sempre ben visibile e soprattutto tarato secondo i limiti di velocità previsti per la strada di percorrenza.

Il malcapitato automobilista però ha notato che il fatto che l’autovelox fosse mascherato da albero e guardrail, ma soprattutto che fosse tarato su altra velocità, non sembrava in accordo con l’utilizzo come strumento di prevenzione. Il giudice di Padova, Ranata Zaffanella, ha accolto il ricorso sia per la validità delle osservazioni dell’automobilista, sia perché l’agente della polizia locale di Correzzola non ha saputo dare una spiegazione per le incongruità riscontrate e così ha disposto l’annullamento della multa e imposto al Comune la rifusione delle spese processuali.