Corruzione Equitalia, l’inchiesta continua: “Forse un sistema diffuso”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 settembre 2013 11:32 | Ultimo aggiornamento: 20 settembre 2013 11:32
Corruzione Equitalia, l'inchiesta continua: corruzione sistematica

Corruzione Equitalia, l’inchiesta continua

ROMA – Corruzione Equitalia, l’inchiesta continua: il sistema corruttivo messo in atto da alcuni funzionari dell’agenzia di riscossione a favore di 13 imprese che hanno ottenuto la falsificazione delle cartelle e uno sconto pari a 21 milioni di euro, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg. Per il momento, quello scoperto dalla Procura di Roma, è ancora un malcostume circoscritto ma che rischia di travolgere Equitalia se, ipotizzano gli inquirenti, l’esito delle 29 perquisizioni eseguite a Roma, Latina, Genova, Napoli e Venezia, oltre alle acquisizioni di documenti all’Inps, dovesse far emergere un meccanismo diffuso.

Lo scrive anche Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera di venerdì 20 settembre:

Nuove verifiche dovranno essere svolte anche per rintracciare tutti gli accessi abusivi al sistema informatico di Equitalia e dell’Inps. La sensazione è che l’indagine sia appena all’inizio e che il numero dei beneficiati possa essere ben più alto. 

Sotto la lente di ingrandimento del procuratore aggiunto Nello Rossi, dei sostituti Francesca Loy e Francesco Ciardi e degli uomini del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza ci sono al momento i vantaggi finanziari riservati, in cambio di tangenti, a imprenditori e professionisti per la rateizzazione di cartelle esattoriali, in assenza dei requisiti. Non solo: ci sono anche le interferenze nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali, con alterazione della correttezza dei dati relativi ai pagamenti, e rinuncia, o dilazione, delle procedure di esecuzione immobiliare.

Equitalia dal canto suo ha assicurato la più ampia collaborazione con gli inquirenti e promette di essere a disposizione per fornire di ogni elemento utile all’inchiesta. Per ora gli indagati sono cinque: Roberto Damassa, ex dirigente della società di riscossione, Salvatore Fedele, attuale dipendente, Romolo Gregori, legale rappresentante della società Gresa, Domenico Ballo, commercialista, e Alberto Marozzi, intermediario.

L’inchiesta ha preso le mosse dagli sviluppi di un altro procedimento giudiziario, quello relativo ad una presunta maxifrode che, nell’aprile, scorso aveva coinvolto la famiglia di albergatori romani Roscioli. Gli accertamenti della procura coinvolgono altri 13 tra imprenditori, professionisti e dirigenti delle agenzie di riscossione tributi, tutti destinatari di perquisizioni, ma non iscritti nel registro degli indagati. Tra questi anche l’ex direttore regionale Equitalia del Lazio e attuale Direttore Regionale Liguria Francesco Pasquini: i finanzieri hanno bussato a Genova al suo ufficio, ma non è indagato.

Un sistema corruttivo, è stato più volte ribadito, di importi modesti, quello accertato fino a questo momento dagli inquirenti: mille euro come acconto sulla tangente per beneficiare della rateizzazione di un debito. Nel decreto di perquisizione, in particolare, è sottolineato il ruolo di Roberto Damassa, ex dirigente Equitalia, il quale avrebbe operato in almeno tre occasioni. Nei primi due casi, ad ottenere la rateizzazione del pagamento di cartelle esattoriali sarebbero stati Marzia Pelone e la società Geress.

Nel terzo caso accertato, a beneficiare della rateizzazione di un debito sarebbe stato l’imprenditore Romolo Gregori, grazie ad una manovra pianificata da Damassa e Marozzi “finalizzata alla manomissione dei dati informatici contenuti negli archivi dell’Inps con il duplice scopo di consentire alla Gresa srl (riconducibile a Gregori) l’accesso alla rateizzazione dei debiti contributivi e la visibilità dei relativi versamenti anche in assenza di un effettivo rimborso da parte dell’azienda debitrice”.

Salvatore Fedele, dipendente Equitalia, è accusato di aver agevolato la società Gruppo Servizi Ambienti Metropolitani srl, amministrata da Annamaria Rizzo, tramite il suggerimento della falsificazione dei dati contabili aziendali al fine di usufruire delle dilazioni di pagamento delle cartelle esattoriali.