Corso Francia, tampona volante della Polizia: stava guardando i fiori per Gaia e Camilla

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Dicembre 2019 8:27 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2019 8:28
Corso Francia, ottantenne tampona volante della Polizia: stava guardando fiori lasciati per le 16enni investite

I fiori lasciati sul luogo dell’incidente su Corso Francia (foto ANSA)

ROMA – Una volante della polizia è stata tamponata in Corso Francia a pochi metri di distanza da dove sono morte le due 16enni, Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, investite da un Suv guidato dal 20enne Pietro Genovese, ora ai domiciliari. Il mezzo ha urtato l’auto della polizia che è finita contro il guardrail centrale. Alla guida della macchina una 82enne che, a quanto ricostruito, si sarebbe distratta per guardare i fiori lasciati in questi giorni sul punto dello schianto dove hanno perso la vita le due ragazze.

Nel frattempo proseguono le indagini per ricostruire quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica scorsi. Pochi frammenti di immagini per aggiungere verità sulla dinamica del terribile incidente. Immagini che potrebbero dire di più sulla scena dell’incidente, con le ragazze che stanno per attraversare Corso Francia e l’auto che sopraggiunge. In attesa dell’interrogatorio di Pietro Genovese, che il 2 gennaio apparirà davanti al gip Bernadette Nicotra, continua l’attività istruttoria della Procura di Roma e gli accertamenti della Polizia di Roma Capitale.

Si cerca verità anche da video

Nell’ambito delle verifiche sono stati acquisiti i video delle telecamere di sicurezza di alcuni esercizi commerciali lungo Corso Francia che potrebbero aver ripreso gli istanti prima e dopo il terribile incidente che ha fatto sbalzare le due ragazzine che stavamo attraversando lontano dalle strisce pedonali, col rosso e in un tratto buio dove la visuale è resa ancora più ardua per la presenza della rampa verso la tangenziale. E sulla verifica della dinamica non si concentra solo il lavoro della Procura ma anche della difesa di almeno una parte lesa, ovvero la famiglia di Camilla Romagnoli che nominerà un perito di parte esperto proprio di questa materia. Un’indagine difensiva per ottenere “una ricostruzione scientifica dell’incidente”. “E’ agli esclusivi fini dell’accertamento pieno della verità – spiega l’avvocato della famiglia Romagnoli, Cesare Piraino – . Abbiamo anche contattato uno dei periti italiani più prestigiosi nella ricostruzione scientifica degli eventi complessi e drammatici”. Insomma si annuncia una battaglia a colpi di perizie nella vicenda giudiziaria anche per tentare di capire, in una ridda di tragiche responsabilità, chi ha sbagliato di più concorrendo in maniera maggiore al tragico epilogo che ha lasciato due adolescenti senza vita.

Attesa per l’interrogatorio di Pietro Genovese

Negli ultimi giorni si sono susseguite una serie di versioni contrastati da parte di alcuni testimoni. Nell’interrogatorio svolto nell’immediatezza dei fatti, Genovese, ancora in stato di choc, aveva affermato di non avere visto le due 16enni attraversare la strada. Circostanza sostenuta anche da uno dei due amici a bordo con lui sul Suv: “Quelle due ragazze sono sbucate all’ improvviso, correvano mano nella mano. Era impossibile evitarle. Pioveva, era buio, ma ricordo perfettamente cos’è successo: ho visto due sagome apparire dal nulla e poi il corpo di una di loro rimbalzare sopra il cofano”. Circostanza sostenuta anche da un teste citato nell’ordinanza: “L’impatto è stato inevitabile e violentissimo. La prima ragazza è stata colpita in pieno. Ho visto una gamba o un braccio volare in aria”. L’altro passeggero a bordo del Suv racconta i momenti dopo l’impatto. “Pietro ha continuato a guidare per altri duecento metri circa ma aveva cambiato faccia. Era come un autonoma, non sembrava in sé, anzi sembrava proprio non capire più niente”. Infatti poi l’auto si arresta sulla rampa verso la tangenziale e a quel punto i tre si fermano e vanno verso il luogo dell’impatto dove le due ragazzine giacevano in terra morte. Nell’ordinanza il gip cita una serie di testimoni secondo i quali la velocità dell’auto guidata da Genovese, che procedeva in considerazione del semaforo verde, “era sostenuta”, superiore ai 50 km orari. 

Fonte: ANSA.