Cosenza, arrestati consiglieri provincia: “Soldi a ‘ndrangheta per voti”

Pubblicato il 15 Novembre 2012 8:43 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2012 8:45
Cosenza, arrestati consiglieri provincia: "Soldi a 'ndrangheta per voti"

Cosenza, arrestati consiglieri provincia: “Soldi a ‘ndrangheta per voti”

COSENZA – Due consiglieri della Provincia di Cosenza sono stati arrestati. Umberto Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo, del Pd, sono stati posti ai domiciliari. L’accusa per i due consiglieri è di ingerenza clientelare nella gestione di una società di servizi del Comune di Rende con un boss della ‘ndrangheta.

I fatti risalgono alle elezioni provinciali del 2009. L’ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita dalla Dia e dai Carabinieri la mattina del 15 novembre. Un terzo provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere al presunto boss della ‘ndrangheta di Cosenza, Michele Di Puppo.

Bernaudo e Ruffolo erano già indagati, in qualità di ex sindaco ed ex assessore del Comune di Rende, per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e voto di scambio. I provvedimenti restrittivi, emessi dal Gip distrettuale di Catanzaro, nascono da una ulteriore filone d’indagine sviluppato dalla Dia di Catanzaro e dai carabinieri di Cosenza.

A Bernaudo e Ruffolo viene contestato di avere finanziato con risorse pubbliche la cooperativa ‘Rende 2000’ che secondo l’accusa era riconducibile a Di Puppo, indicato come soggetto di primo piano della cosca Lanzino-Presta-Di Puppo. Quale corrispettivo, secondo l’accusa sostenuta dai pm Pierpaolo Bruni e Carlo Villani, i due politici avrebbero ricevuto l’impegno della cosca a procacciare voti in loro favore in occasione delle elezioni provinciali del 2009.