Cosenza, truffa all’Ue da 75 milioni di euro

Pubblicato il 12 marzo 2009 9:05 | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2009 11:22

La Guardia di Finanza ha eseguito sequestri e arresti in Calabria e in altre regioni per una truffa ai danni dell’Unione Europea e dello Stato del valore di 75 milioni di euro.

I provvedimenti emessi dalla procura di Cosenza, undici ordinanze di custodia cautelare e dieci obblighi di dimora, riguardano i presunti componenti di un’organizzazione criminale accusata di aver ottenuto indebitamente finanziamenti ai danni dell’Ue e dello Stato italiano. Secondo gli inquirenti al vertice dell’organizzazione ci sarebbe il  commercialista Ferdinando Marini, di 68 anni, titolare di due studi a Cosenza. Lo studio di Marini avrebbe curato l’istruttoria dei progetti imprenditoriali da finanziare realizzando dei «pacchetti truffaldini chiavi in mano».

Nell’inchiesta della procura di Cosenza sono coinvolti alcuni consulenti del ministero dello Sviluppo economico. I consulenti dovevano eseguire per conto del ministero i collaudi per la verifica della regolarità delle iniziative imprenditoriali a cui erano stati destinati i fondi comunitari. Nonostante le irregolarità emerse, per la mancanza dei requisiti necessari, le imprese hanno ottenuto ugualmente i soldi determinando la truffa.

Complessivamente le persone indagate sono 52, tra cui funzionari di banche che si occupavano della liquidazione dei finanziamenti. I finanzieri hanno messo i sigilli alla ditta Rabà e alla Ceramiche Mortati di Spezzano Albanese. L’operazione ha portato anche al sequestro di cento immobili tra appartamenti, ville, terreni e strutture commerciali che erano nella disponibilità delle persone contro le quali sono state emesse le misure cautelari, per un valore di oltre 50 milioni di euro.