“Così costrinsi mia figlia a spacciare a 16 anni”, le confessioni della pentita della camorra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2014 17:52 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2014 17:52
"Così costrinsi mia figlia a spacciare a 16 anni", le confessioni della pentita della camorra

“Così costrinsi mia figlia a spacciare a 16 anni”, le confessioni della pentita della camorra

NAPOLI, 23 GEN – “Costrinsi mia figlia a spacciare a 16 anni”, Antonietta Donnarumma, ex spacciatrice di Boscoreale e ora pentita racconta la sua storia, il suo dramma. La figlia aveva il compito di “gestire il confezionamento delle dosi di cocaina e crack da rivendere vicino alle macchine”.

La collaboratrice di giustizia, come scrive il Mattino, fa nomi e cognomi, spiega i ruoli all’interno dell’organizzazione malavitosa del Piano Napoli di Boscoreale, collegata a Francesco Casillo e ai fratelli Raffaele e Carmine Aquino “‘e mezzanotte”, alleati dei Gionta di Torre Annunziata.

A fine “turno”, poi, raccoglieva i soldi, mentre “il sabato facevo il conteggio degli incassi, davo le paghe e mandavo i soldi al capozona Carlo Padovani”.”Con marijuana e hashish si finiva a mezzanotte, invece per la cocaina eravamo costretti a fare i turni sulle 24 ore” racconta Antonietta.