Costa Crociere: “Schettino decise autonomamente l’inchino”

Pubblicato il 25 Gennaio 2012 16:46 | Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio 2012 16:52

La Concordia (Foto Lapresse)

ROMA – Sull’ormai famoso “inchino” la Costa Crociere scarica il suo ex comandante Francesco Schettino. Il ”passaggio ravvicinato” all’isola del Giglio fu una decisione ”presa autonomamente dal comandante Schettino”. Lo dice l’Ad di Costa Crociere Pierluigi Foschi nel corso di un’audizione al Senato, ribadendo dunque l’estraneità della società alla prassi dell’ ‘inchino’. Ai magistrati, però, il comandante in seconda Roberto Bosio ha riferito che la ”navigazione ravvicinata era programmata” fin dalla partenza della nave da Civitavecchia.

Foschi, in Senato, ha difeso la compagnia: sull’equipaggio della Costa Concordia sono piovute ”accuse ingiuste’. Il personale era ”adeguatamente addestrato e in due ore è riuscito ad evacuare oltre 4 mila persone: non si fa quello che hanno fatto se si è impreparati”. Foschi ripete che le procedure di evacuazione sono state eseguite correttamente. ”Le fasi di soccorso sono state effettuate soltanto dal personale della nave, ingiustamente additato come non addestrato. E invece – afferma Foschi – con orgoglio posso dire che tutti si sono prodigati per far si che tutti si mettessero in salvo. Quasi tutti i passeggeri sono stati fatti sbarcare con la nave sbandata, siamo riusciti ad evacuare quattromila persone senza aiuto esterno”. Foschi ha poi ricordato che l’ultima revisione della nave è stata fatta a novembre 2011 mentre il personale – lo stesso che era in servizio la notte del naufragio – e lo stesso comandante Schettino hanno effettuato un’esercitazione di emergenza a dicembre 2011, un mese prima dell’incidente.

Intanto la Protezione civile ha deciso di inviare una diffida contro Costa Crociere, che ancora non ha presentato un piano per recuperare i rifiuti all’interno del relitto della Concordia. Per il resto, dalla conferenza stampa del capo della Protezione civile Franco Gabrielli, arrivano poche novità. Ancora non è stato deciso come e quando rimuovere la nave. Anche perché ogni giorno che passa vengono identificati e recuperati altri cadaveri. Durante la conferenza stampa Gabrielli ha detto che: ”siamo vicini all’identificazione delle ultime sei persone recuperate”. Ma non c’è speranza di poter trovare qualche naufrago in vita: ”Per il tempo trascorso e per le condizioni date pensare di trovare ancora qualcuno vivo sarebbe un miracolo. Ma continuiamo a ispezionare la nave”. Intanto è iniziato il posizionamento delle flange per il defueling dalla Costa Concordia. Secondo il commissario per l’emergenza, ”da sabato potrebbero effettivamente partire le operazioni di pompaggio del carburante dalla nave”. Per il recupero del relitto invece ancora non ci sono sostanziali novità: per il momento c’è solo ”l’ingiunzione a rimuovere la nave. Il piano per la rimozione della nave/relitto verrà”. ”Ci sono altre priorità – ha detto Gabrielli -: la ricerca delle persone e la rimozione del carburante. Una volta definite queste questioni, dovremo pensare alla rimozione della nave”.