Concordia: Costa si costituisce parte lesa. Il pm cerca altri colpevoli

Pubblicato il 20 Gennaio 2012 12:02 | Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio 2012 12:02

GROSSETO – Non c’è solo la continua ricerca dei dispersi, ma anche una battaglia legale in atto, per stabilire cause e colpe. Marco De Luca, il legale della Costa, e Bruno Leporatti, il difensore del comandante Francesco Schettino, ormai si fronteggiano come avversari. De Luca va davanti alle telecamere e spazza via tutte le congetture dei giorni precedenti: “Costa è parte offesa in questo procedimento e in questa veste ci siamo presentati. Costa Crociere – rincara la dose il celebre penalista – ha subito un danno gravissimo, sia alle persone sia al patrimonio per la perdita della nave. Abbiamo messo tutte le nostre risorse a disposizione della procura”.

Il quadro è chiaro: Costa è vittima di Schettino che viene sospeso e presto licenziato. Insomma, il colosso dei mari scarica il suo comandante, anche se lui, nell’interrogatorio di garanzia, non ha chiamato in causa la compagnia. Ma i pm, secondo quanto riportato dl Giornale, avrebbero appurato che il comandante spiegò ai manager della Costa, probabilmente a Roberto Ferrarini, sentito al telefono almeno tre volte fra le 22.05 e le22.58, la drammaticità della situazione. Questo non significa automaticamente che Costa abbia qualche responsabilità nel disastro, ma quei lunghissimi, interminabili 76 minuti di sospensione, di attesa prima di dare finalmente l’ordine di evacuazione, restano uno dei grandi misteri di questa inchiesta sempre più complessa.

“Non ci sono nuovi indagati”, frena ancora una volta il procuratore Francesco Verusio che segue molte piste. Sono in corso gli esami tossicologici per stabilire se Schettino fosse sotto l’effetto di droghe. Si sentono testimoni su testimoni. Si aspetta l’esame, importantissimo, della scatola nera che verrà aperta da un perito nel corso di un incidente probatorio e dunque alla presenza di consulenti dell’accusa e della difesa. Non solo: la procura prepara il ricorso al tribunale del riesame per riportare Schettino in cella.

Lui da Meta di Sorrento, dove è agli arresti domiciliari, si dice pronto a resistere: “Non mollo e non mollerò”. Ma la mole delle deposizioni che lo inchiodano è sempre più impressionante. Ora anche il commodoro a riposo Mario Palombo prende definitivamente le distanze dal suo vecchio amico con una dichiarazione durissima: “Qualche minuto prima dell’incidente mi telefonò da un cellulare Antonello Tievoli, il maitre della Concordia. Quando mi disse che era in plancia, che era in traverso al Giglio e che sarebbero passati un po’ più vicini, rimasi allibito. E gli dissi: Ma che cosa state facendo? E’ inverno e non c’è nessuno. Poi – è la conclusione – Tievoli mi passò Schettino per un saluto”.