Costa Concordia. Il capitano Gregorio De Falco: “Schettino mentiva”

Pubblicato il 17 Gennaio 2012 17:49 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2012 18:04
Gregorio De Falco

Gregorio De Falco

LIVORNO – Per tutta Italia è l’eroe del “vada a bordo cazzo“. Su Twitter è diventato un hashtag fra i più usati #vadaabordocazzo: Gregorio De Falco, il capo della sezione operativa della Capitaneria di porto di Livorno, parla di Francesco Schettino al Tirreno on line: ”Non è la prima volta che i comandanti di navi in situazioni di difficoltà tendono a sminuire e ad essere per così dire silenziosi e reticenti”.

De Falco, quasi 20 anni di esperienza, venerdì sera era a capo della sala operativa della Capitaneria e coordinava un team di cinque persone, ”il migliore che potessi avere – dice De Falco – nonostante ciò non siamo riusciti a portare a termine fino in fondo il nostro dovere, quello di salvare tutti. La mia vocazione è il soccorso e non sono soddisfatto se non porto tutti a casa. Purtroppo ci sono stati dei morti”.

Schettino più volte ha risposto che era tutto a posto e che c’era solo un guasto elettrico. E invece la nave già imbarcava acqua per aver urtato una scogliera. Da cosa avete capito che il comandante della Concordia stava mentendo? ”Più delle parole ci ha preoccupato il tono. Per questo abbiamo approfondito la cosa. Siamo abituati ad andare a fondo alle questioni. E poi il fatto che il comandante parlasse di guasto elettrico non tornava con l’invito ai passeggeri di indossare i giubbotti di salvataggio. Un comandante serio non puo’ far preoccupare inutilmente i suoi passeggeri facendo loro indossare i giubbotti se non e’ necessario”.

Quale è stato il ruolo della Capitaneria? ”Abbiamo fatto solo il nostro dovere, cioe’ portare a regime il soccorso”. Lei ha usato toni duri e decisi nei confronti del comandante. ”Posso solo dire che il nostro scopo in quel momento era quello di mettere tutti al sicuro”.

Di origini napoletane, De Falco s’è arruolato in Marina nel settembre del 1993 ed è arrivato a Livorno nel 2005. Insieme a lui, in sala operativa, c’erano il capoturno, un operatore radio, l’operatore dell’apparecchiatura Port approach control (Pac), l’ufficiale di ispezione e l’ufficiale operativo.