Costa Concordia, tassista: "Schettino mi chiese i calzini asciutti"

Pubblicato il 17 Gennaio 2012 15:07 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2012 15:16

ISOLA DEL GIGLIO (GROSSETO) – Quando salì al bordo del suo taxi, la mattina dopo il naufragio della Concordia l’unica cosa che il comandante Francesco Schettino chiese al conducente fu dove poteva comprare un paio di calzini.

A raccontarlo è lo stesso tassista che quella mattina, come tanti altri cittadini del Giglio si trovava sul molo per soccorrere i naufraghi della Costa Crociere. ”La notte del disastro – dice – non c’era nessun taxi in servizio. Io fui chiamato la mattina verso le 11 e mezza dalla Capitaneria di Porto. Mi dissero che dovevo portare il comandante fino all’hotel”.

Un trasporto inutile, visto che la distanza e’ poco piu’ di 500 metri ma necessario per evitare l’assedio dei cronisti all’ufficiale. Nel breve tragitto Schettino non ha praticamente aperto bocca ”era come un cane bastonato – ricorda ancora il tassista – aveva freddo ed era impaurito, mi chiese solo dove poter comprare un paio di calzini”. Anche all’Hotel Bahamas il comandante e’ stato di poche parole.

”E’ entrato, ha chiesto di poter andare in bagno a cambiarsi i pantaloni. Aveva una busta di plastica e un computer in mano. Nient’altro” ricorda il titolare dell’hotel. All’uomo il comandante Schettino ha chiesto una sola cosa: ”Mi dia un caffe’ con molto zucchero”.