Costa Concordia, il tesoro da recuperare: orologi, gioielli, quadri…

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2013 10:24 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2013 10:26
La Costa Concordia

La Costa Concordia

ISOLA DEL GIGLIO – Orologi, gioielli, contanti. Ma anche opere d’arte, quadri di valore, vasi dell’Ottocento. Il recupero della Costa Concordia potrebbe riportare alla luce, anche se dopo 20 mesi le speranze sono poche, il “tesoro” custodito dalla nave naufragata il 13 gennaio 20120 all’Isola del Giglio.

Ci sono da recuperare gli effetti personali delle circa 4000 persone a bordo tra passeggeri e staff. Centocinquanta cassette di sicurezza che andranno smontate una ad una, catalogate, fotografate con a fianco il numero della cabina in modo che il contenuto possa essere restituito ai legittimi proprietari. Ma, scrive il Corriere della Sera, dopo 20 mesi in acqua non si può sperare di recuperare tutto:

“Molti effetti personali sono andati dispersi in mare o irrimediabilmente danneggiati nei mesi successivi al naufragio — spiega l’ingegnere Franco Porcellacchia, responsabile del progetto per Costa Crociere — teniamo conto che la nave ha subito anche un’inclinazione di 65 gradi per 20 mesi”. Quanto agli sciacalli è difficile quantificare quel che sono riusciti a portare via bucando la rete di vigilanza attorno al relitto.

Ma non si tratta solo degli effetti personali dei passeggeri. Il tesoro della Concordia è costituito anche dalle opere d’arte che abbellivano questa imponente nave:

Un patrimonio stimato in 3 milioni di euro ma che Porcellacchia valuta molto meno: «Si tratta di oggetti inventariati ai quali diamo un valore inferiore, anche se di pregio». A bordo della Concordia c’erano poco meno di 6.500 opere d’arte fra originali (510) e multipli (5.700) che hanno comunque un loro valore in quanto non sono copie. Pochissime le speranze di recuperare alcuni vasi in ceramica di inizio ottocento di Miklos Zsolnay o le cristallerie collocate nei bar a bordo. Nel centro benessere della nave, c’erano dodici xilografie del giapponese Katsushika Hokusai, poi il ciclo di Aldo Spoldi «Viaggio nelle città europee», le tele «Oltremare» di Omar Galliani, «Incontro e dissoluzione» di Jord Garcia Pons, «La Città della Concordia» di Fernando de Filippi.