Costa Concordia. Ufficiale medico Cosentino: “Schettino non era lucido”

Pubblicato il 31 Gennaio 2012 10:09 | Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2012 10:13

ROMA – Il ''perché'' del comportamento di Schettino ''lo vedrà la magistratura. Io so soltanto che tutto l'equipaggio era già sui ponti accanto alle scialuppe pronti allo sbarco già da oltre mezz'ora'' quando fu lanciato l'ordine di abbandonare la nave da una voce che ''al 90%'' non era quella del capitano.

''Come so per certo che ad arenarsi su quel benedetto scoglio la nave ce l'ha portata la Madonna. E' stato un miracolo. Siamo vivi per miracolo. Potevamo essere morti tutti e 4mila. Bastavano 10 metri più al largo''. E' il racconto di Gianluca Marino Cosentino, tenente di vascello e secondo ufficiale medico sulla Costa Concordia la notte del naufragio.

Intervistato dal Mattino, l'ufficiale ricorda che Schettino ''da medico mi è sembrato scosso e non più lucido'' e che ha mancato ''completamente'' il suo ruolo: ''Il coordinamento dei soccorsi da parte del comandante non c'era. Personalmente mi ha molto sorpreso vedere Schettino in borghese sul molo verso mezzanotte e mezzo. In più quando ho sentito dai telegiornali che aveva avuto il tempo di prendere effetti personali nella sua cabina ed anche un computer, e finanche di scivolare sfortunatamente in una scialuppa, beh, è stato il massimo''.

Quanto a lui, tra quelli accusati in un primo momento di non avere abbandonato troppo presto la nave, Cosentino chiarisce di aver portato a terra una scialuppa e poi di avere fatto la spola insieme a ''un altro ufficiale, Flavio Spadavecchia'', e di essersi poi ''messo a disposizione come medico'', mentre sulla banchina veniva ''continuamente fermato da qualcuno che sperava di aver trovato il comandante o un ufficiale di coperta. Prima il comandante dei vigili, poi quello dei carabinieri, infine il sindaco. Tutti cercavano il comandante''.