Costrette a prostituirsi davanti ai figli: arrestate nove persone a Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 gennaio 2014 12:19 | Ultimo aggiornamento: 29 gennaio 2014 12:19
Costrette a prostituirsi davanti ai figli: arrestate nove persone a Roma

Costrette a prostituirsi davanti ai figli: arrestate nove persone a Roma

ROMA, 29 GEN – Promettevano loro un lavoro come badante e loro, le giovani romene, partivano dalla Romania con un sogno in tasca: quello di riuscire a trovare un occupazione in Italia. Poi, arrivate nella penisola, il sogno si trasformava in incubo e loro, invece che le badanti, erano costrette a prostituirsi, spesso anche davanti ai propri figli.

Il Messaggero racconta dell’operazione che portato all’arresto della banda, sette romeni, un italiano di 75 anni, e un egiziano che per ora è latitante.

Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Pierluigi cipolla sono scattate nel 2011, in seguito alla denuncia di una romena che era finita nel giro di prostituzione gestita dalla banda. La donna aveva raccontato di essere arrivata a Roma pensando di fare la badante, «sono stata rinchiusa in un appartamento insieme ad altre ragazze – ha detto ai vigili del Gssu e della polizia giudiziaria – picchiata e violentata, sono terrorizzata, ma non posso scappare, non sappiamo dove andare e non abbiamo soldi. Quella gente è spietata, io ho paura, ma non posso più subire». Gli agenti della polizia municipale guidati da Rosa Mileto hanno tenuto sotto controllo i romeni, li hanno seguiti e documentato i loro spostamenti sulla Salaria, su viale Palmiro Togliatti, all’Eur e al Prenestino. Ma era in un casolare a Genazzano che i romeni accompagnavano più spesso le ragazze, che scendevano dalle auto insieme ai loro bambini. Cosa accadeva lì dentro? I vigili hanno scoperto che nel casolare abita un settantacinquenne, complice dei romeni, l’uomo faceva da baby-sitter ai bambini, mentre le madri si appartavano con i clienti. L’uomo è ai domiciliari.
IL BLITZ
Il blitz negli appartamenti degli sfruttatori è scattato all’alba di ieri, i vigili hanno perquisito le abitazioni e sequestrato telefonini , in un appartamento nella zona Giardinetti, sono stati trovati attrezzi da scasso, per questo verrà aperta un’altra indagine, il sospetto è che i romeni siano anche dei rapinatori. Le ragazze sono state ascoltate, tra loro molte minorenni. Tutte hanno raccontato la stessa storia: «Ci hanno imbrogliate, hanno finto di volerci aiutare ad uscire dalla miseria, pensavamo di venire qui e di trovare subito un lavoro onesto. Ma erano solo bugie. Siamo state sequestrate, all’inizio ci hanno tolto i documenti e minacciate, poi sono diventati più violente, ci hanno picchiate e violentate, molte di noi erano con i figli piccoli, hanno minacciato le madri, dicevano che se non ubbidivano avrebbero fatto del male pure ai bambini. Sono stati mesi da incubo, io ho 17 anni, sono arrivata in Italia con il cuore pieno di speranza, sognavo un lavoro, un fidanzato, volevo mettere da parte un po’ di soldi anche per aiutare la mia famiglia. Ma ho trovato solo dolore e vergogn».
L’AGUZZINA
Nella banda c’erano anche due donne, una di loro aveva fatto il salto di qualità, era riuscita a conquistarsi la fiducia dei connazionali e da vittima era diventata una carceriera. Agli agenti della municipale sono arrivati i complimenti del loro comandante Raffaele clemente, e del sindaco Ignazio Marino.