Covid, il magistrato Guariniello: “Chi non si vaccina può essere licenziato, lo dice la legge”

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2020 16:52 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2020 16:52
Covid, il magistrato Guariniello: "Chi non si vaccina può essere licenziato, lo dice la legge"

Covid, il magistrato Guariniello: “Chi non si vaccina può essere licenziato, lo dice la legge” (Foto Ansa)

Chi non si vaccina, anche contro il Covid, può essere licenziato. Ne è convinto il magistrato Raffaele Guariniello che, in una intervista al Fatto Quotidiano spiega: “Tutelare la salute significa vaccinare il maggior numero possibile di persone. Non è una indicazione morale, è ciò che prevede la legge”.

La base del ragionamento, precisa, parte dal “principio per cui nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario se non per disposizione di legge, previsto dalla Costituzione”. Ma questa legge, secondo il giurista, c’è e sarebbe il Testo unico della Sicurezza sul Lavoro, che “impone al datore di lavoro di mettere a disposizione vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico, da somministrare a cura del medico competente”.

“Quindi, a norma di legge, essendo – come speriamo tutti – ora a disposizione un vaccino per il Covid (l’agente biologico), il datore di lavoro è tenuto a mettere a disposizione vaccini efficaci. Stiamo parlando di milioni e milioni di persone, dipendenti (e non) privati e pubblici”.

L’inidoneità al lavoro su indicazione del medico competente

Inoltre “la stessa norma impone al datore di lavoro l’allontanamento temporaneo del lavoratore in caso di inidoneità alla mansione su indicazione del medico competente”. La legge, dice ancora Guariniello, prevede anche però “l’obbligo di allontanare il lavoratore e di adibirlo ad altra mansione, ma solo ove possibile”.

“La Cassazione ritiene che tale obbligo di ripescaggio non può ritenersi violato quando la ricollocazione del lavoratore in azienda non è compatibile con l’assetto organizzativo stabilito dall’azienda stessa”.

Insomma, tira le somme il magistrato, “il datore di lavoro è obbligato a predisporre misure organizzative per tutelare il lavoro, ma se questo non è possibile si rischia la rescissione del rapporto di lavoro”.

Ora, prosegue Guariniello, “lo stato di emergenza non consente i licenziamenti, il lavoratore fragile ha diritto allo smart working. Ma in futuro il problema potrebbe presentarsi. La normativa è chiara nel prevedere la messa a disposizione del vaccino, l’allontanamento e la destinazione ad altra mansione ‘ove possibile’ del lavoratore che si rifiuti inidoneo”. (Fonte Ansa).