Covid in Italia: 490 nuovi focolai, crolla l’età media dei contagiati. Iss: “Siate consapevoli del peggioramento”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Agosto 2020 20:01 | Ultimo aggiornamento: 28 Agosto 2020 8:29
Covid in Italia

Covid in Italia: 490 nuovi focolai, crolla l’età media dei contagiati. Iss: “Siate consapevoli del peggioramento” (foto ANSA)

Covid, i dati dell’Iss: aumentano i focolai, scende l’età media del contagio ma “una minore gravità clinica dei casi diagnosticati”.

Covid in Italia: sono 1374 i focolai attivi di cui 490 nuovi, entrambi in aumento per la quarta settimana consecutiva. Nella precedente settimana di monitoraggio c’erano stati 1077 focolai attivi di cui 281 nuovi.

“Questo comporta un sempre maggiore impegno dei servizi territoriali nelle attività di ricerca dei contatti. I servizi territoriali sono riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus. Ma, qualora dovesse persistere l’attuale trend di incidenza in aumento, le capacità di risposta di questi servizi potrebbero essere messe a dura prova”.

E’ quanto emerge dal monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) e del ministero della Salute per la settimana dal 17 al 23 agosto. Per focolaio, si spiega, è intesa l’individuazione di 2 o più casi positivi tra loro collegati. 

Crolla l’età media dei contagiati

“L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana è di 29 anni, confermando un trend in diminuzione. La circolazione avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità. Si riscontra un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione, con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all’estero, ed una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici”.

Covid in Italia, nuovi casi in tutte le Regioni

“Anche in questa settimana di monitoraggio abbiamo osservato nuovi casi di infezione in tutte le Regioni e Province. Il 36% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite screening, mentre il 32% nell’ambito di attività di contact tracing.

I rimanenti casi sono stati identificati in quanto sintomatici (27%). Oppure non è riportata la ragione dell’accertamento diagnostico (5%). Quindi il 68% dei nuovi casi li hanno diagnosticati grazie allo screening e alla indagine dei casi. Indagini svolte con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti”. 

“Sedici Regioni e province autonome hanno riportato un aumento nel numero di casi rispetto alla settimana precedente che non può essere attribuito unicamente ad importazione da stato estero. Sebbene il numero in molte Regioni e province rimanga contenuto, in altre realtà regionali continua ad essere segnalato un numero elevato di nuovi casi e si osserva un diffuso trend in aumento. Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS‐CoV 2 è ancora rilevante”. 

“Popolazione sia consapevole del peggioramento”

“È fondamentale mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico. Si ribadisce la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dall’autorità”.