Covid, nel lavoro privato mascherine FFP2, controllo temperatura e smart working: la bozza di aggiornamento

La bozza di aggiornamento che verrà distribuita alle parti sociali. Per contrastare il Covid, nel lavoro privato resta l'uso delle mascherine FFP2, il controllo temperatura e lo smart working.

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 30 Giugno 2022 - 13:44
covid, foto ansa

Covid, nel lavoro privato mascherine FFP2, controllo temperatura e smart working: la bozza di aggiornamento (foto Ansa)

Covid, per via della crescita dei contagi, nel lavoro privato dovrebbe restare l’uso della mascherine. Lo indica una bozza di aggiornamento delle misure di contrasto al virus sul lavoro dei privati che il Governo condividerà con le parti sociali.

Covid, nel lavoro privato mascherine FFP2, controllo temperatura e smart working

Nel testo è previsto l’uso delle mascherine FFP2 e si indica anche il controllo della temperatura all’ingresso. Non dovrà essere superiore ai 37 gradi e mezzo. Previsto anche un incentivo per lo smart working, ritenuto “uno strumento utile per contrastare la diffusione del contagio, soprattutto con riferimento ai lavoratori fragili, maggiormente esposti”.

La decisione a fronte dell‘impennata di nuovi casi settimanali di Covid-19 che, in 7 giorni, è stata del 50,4% a fronte di una crescita del 24% dei tamponi effettuati.

“Mascherine Ffp2 presidio importante per la tutela della salute”

Le mascherine filtranti Ffp2, si legge nella bozza “rimangono un presidio importante per la tutela della salute dei lavoratori ai fini della prevenzione del contagio, soprattutto nei contesti di lavoro in ambienti chiusi”. Ambienti “condivisi da più lavoratori o aperti al pubblico o dove comunque non sia possibile il distanziamento interpersonale di un metro per le specificità delle attività lavorative. A tal fine, il datore di lavoro assicura la disponibilità di Ffp2 al fine di consentirne ai lavoratori l’utilizzo nei contesti a maggior rischio”.

Sarà ancora compito del datore – sulla base delle specifiche mansioni e dei contesti lavorativi – individuare “particolari gruppi di lavoratori ai quali fornire adeguati dispositivi di protezione individuali (Ffp2), avendo particolare riguardo ai soggetti fragili sulla base di valutazioni del medico competente”.

Oltre all’obbligo di controllo della temperatura all’ingresso, che non dovrà superare i 37 gradi e mezzo, il lavoratore con la febbre dovrà comunicarlo subito al datore di lavoro e queste regole varranno anche per i lavoratori esterni come quelli che in appalto (fornitori, addetti alla pulizia o alla vigilanza). Prevista inoltre la sanificazione periodica dei locali e delle postazioni di lavoro e il lavoratore sarà “obbligato ad adottare tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani”. Infine la bozza indica la necessità di ingresso e uscite scaglionate se possibile e la ventilazione continua dei locali.