Covid, scoperto nuovo paziente 1 italiano: una donna milanese positiva a novembre 2019

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Gennaio 2021 12:47 | Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio 2021 12:47
Covid, scoperto nuovo paziente 1 italiano: una donna milanese positiva a novembre 2019

Covid, scoperto nuovo paziente 1 italiano: una donna milanese positiva a novembre 2019 (Foto Ansa)

Scoperto il nuovo paziente 1 Covid italiano. Si tratta di una donna milanese di 25 anni, cui era stata fatta una biopsia della pelle per una dermatosi atipica. Era il 10 novembre 2019, prima quindi del bambino milanese, in cui era stata documentata la presenza del virus. Quindi il Covid era già in Italia, a Milano, a novembre 2019.

La scoperta pubblicata sul British Journal of dermatology dai ricercatori guidati da Raffaele Gianotti, dell’Università Statale di Milano. “Sulla base di quanto osservato in questi mesi sui malati di Covid – spiega Gianotti all’Ansa -, che presentavano lesioni cutanee, mi sono chiesto se non fosse possibile trovare qualcosa di simile prima dell’inizio ufficiale della pandemia. Ed effettivamente lo abbiamo trovato negli esami istologici fatti su alcuni pazienti nell’autunno del 2019″.

Nuovo paziente 1 italiano, cosa dice la ricerca

I ricercatori hanno riesaminato le biopsie cutanee di dermatosi atipiche, per cui non era stato possibile fare una diagnosi ben precisa nell’autunno 2019. “Nei nostri lavori già pubblicati su riviste internazionali abbiamo dimostrato che esistono in questa pandemia – continua – casi in cui l’unico segno di infezione da Covid-19 è quello di una patologia cutanea”.

E questo è stato il caso della giovane donna, che presentava solo lesioni cutanee (per cui si era sospettato inizialmente un lupus eritematoso), e un lieve mal di gola. La sua biopsia, eseguita il 10 novembre, ha mostrato la presenza di sequenze geniche dell’Rna del virus SARSCoV2, ‘le impronte digitali’ del Covid-19 nel tessuto cutaneo.

L’assenza di sintomi e gli anticorpi

La paziente, contattata successivamente, ha riferito l’assenza dei sintomi dell’infezione da Covid. Ma anche la scomparsa delle lesioni sulla pelle ad aprile e la positività degli anticorpi nel sangue a giugno 2020. Questo “è dunque il caso documentato a livello scientifico più antico della presenza del SarsCov2 – conclude Gianotti -. Ma probabilmente, continuando a cercare, lo troveremmo anche su campioni di ottobre 2019”.

Questo nuovo studio si aggiunge a quelli dei mesi scorsi che avevano rilevato la presenza del coronavirus nelle acque reflue del Nord Italia a dicembre 2019. Quello dell’Istituto nazionale dei Tumori di Milano che aveva trovato gli anticorpi al virus nei pazienti di uno screening per il tumore del polmone tra settembre 2019 e marzo 2020. Poi quello del bambino milanese risultato positivo ad un test fatto all’inizio di dicembre 2019. (Fonte Ansa).