Covid, Sileri: “I numeri sono quelli di aprile, ma virus non ha stesso andamento”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2020 9:10 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2020 9:10
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Covid, Sileri: “I numeri sono quelli di aprile, ma virus non ha stesso andamento” (foto ANSA)

Sileri: “I numeri sembrano quelli di aprile, ma ora la situazione è diversa. L’epidemia in Italia andrà come in tutta Europa, ma se rispettiamo le regole controlleremo la situazione”.

I numeri sembrano quelli di aprile, ma, spiega in un’intervista al Corriere della Sera Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, non c’è lo stesso andamento, perché non corrispondono al numero dei ricoveri, delle persone in terapia intensiva (ora sono 387), dei morti.

I casi positivi continueranno a salire, come sta accadendo nel resto d’Europa, ma succederà più lentamente se riusciremo a rispettare le regole.

Grazie al tracciamento sono stati individuati oltre mille nuovi focolai: “Il virus circola e, come bene ha detto il ministro Roberto Speranza, dovremo stare per almeno altri 7-8 mesi con il coltello tra i denti, ma per questo va tenuta la quotidianità sotto controllo, con test, mascherine e distanziamento” spiega.

Ora il virus lo conosciamo “e sappiamo affrontarlo: è meno verosimile che entri in un pronto soccorso o nelle case di riposo e crei un focolaio, ora ci sono i protocolli per proteggere i più deboli”.

“Fare più test rapidi”

Tuttavia “bisogna allargare il campo diagnostico utilizzando tutti i tipi di test proprio per ridurre il sovraffollamento. I test salivari e quelli rapidi vanno usati per uno screening più ampio nei casi in cui non si sono verificati contatti diretti con positivi e si hanno sintomi dubbi”.

La Federazione dei medici di medicina generale ha dato la sua disponibilità per fare i test “e cercheremo di allargare a tutti questa possibilità”.

Il controllo degli studenti, già partito nel Lazio, “va esteso in tutte le scuole d’Italia. Può servire anche come sentinella ripetuta nel tempo per monitorare l’andamento dei contagi. Perché i più giovani sono spesso asintomatici ma poi portano il virus in famiglia, molti focolai nascono proprio lì”.

Le mascherine vanno portate sempre “anche se diverse a seconda dei luoghi e delle esigenze: quelle chirurgiche dove c’è meno affollamento; le Ffp2 su bus e metrò”. (fonte ANSA)