Crac Deiulemar, investitori perdono 800mln: sequestri per 323mln e 9 arresti

Pubblicato il 17 luglio 2012 8:55 | Ultimo aggiornamento: 18 luglio 2012 16:27

Crac DeiulemarTORRE DEL GRECO (NAPOLI) – La compagnia di navigazione Deiulemar è fallita, portando a picco con sé le 13 mila famiglie che avevano investito almeno 800 milioni di euro. I finanzieri hanno eseguito il 16 luglio un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla procura di Torre Annunziata nei confronti di 9 persone, tra fondatori della storica compagnia nata nel 1969 e familiari stretti. Raffaele Marino, il procuratore della Repubblica che si occupa del caso, ha detto: “Si tratta del secondo crac finanziario per portata economica in Italia dopo quello della Parmalat”.

Ma dove sono finiti i soldi mancanti? Secondo gli uomini della Guardia di Finanza sono state utilizzate “obbligazioni del mondo parallelo”, molto diverse da quelle del “mondo reale”, dove al massimo potevano essere emessi titoli per 40 milioni di euro. Una cifra ben diversa dagli oltre 800 milioni degli investitori.

I soldi, secondo la Finanza, sarebbero finiti nelle tasche dell’ex amministratore unico Michele Iuliano, morto ad aprile per infarto durante una perquisizione domiciliare, che li avrebbe investiti in società e trust esteri realizzati in Lussemburgo, Malta, Irlanda e Portogallo.

In carcere sarebbero finiti i figli del defunto Giovanni Della Gatta, Angelo, Pasquale e Micaela (rispettivamente di 47, 49 e 42 anni), la figlia dell’ex amministratore unico Giovanna Iuliano, 45 anni, e Leonardo Lembo,  figlio di 44 anni dell’unico fondatore della compagnia ancora in vita, Giuseppe Lembo.

Giuseppe Lembo, 75 anni, è uno dei destinatari della misura cautelare agli arresti domiciliari in ragione dell’età. Ai domiciliari anche il figlio, Filippo (38 anni) e le vedove degli altri due fondatori della Deiulemar, Lucia Boccia (vedova Della Gatta, 75 anni) e Maria Luigia Lembo (consorte del defunto ”capitano” Iuliano, 83 anni).

Per tutti le accuse sarebbero di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, truffa aggravata ai danni dello Stato, infedele dichiarazione dei redditi, riciclaggio e raccolta abusiva del risparmio. Oltre agli arresti la Procura avrebbe disposto il sequestro di 10 navi, quelle finite nel 2005 dalla Deiulemar alla allora neonata Deiulemar shipping, di un hotel, il noto Mercure-Sakura e delle partecipazioni societarie della Deiulemar compagnia di navigazione cedute e attualmente detenute della Deiulemar holding.

Il valore dei beni sequestrati – secondo la stima fatta dagli inquirenti – è pari a 323 milioni di euro, 291 dei quali solo delle navi. Marino ha dichiarato: “Queste ingenti misure consentiranno tra l’altro anche di recuperare parte del maltolto”.

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