Crac del Cambio: Ramondetti arrestato. Espulso da Santo Domingo, non estradato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 ottobre 2014 12:45 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2014 22:15
Crac Del Cambio: Ramondetti arrestato. Più che estradato, espulso a Santo Domingo

Crac Del Cambio: Ramondetti arrestato. Più che estradato, espulso a Santo Domingo

ROMA – Crac Del Cambio: Ramondetti arrestato. Più che estradato, espulso a Santo Domingo. Si è conclusa a bordo di una jeep, nella Repubblica Dominicana, la fuga di Amato Ramondetti. L’ex gestore Del Cambio, il ristorante torinese caro al conte Cavour, era latitante da quando, più di un anno fa, era diventata definitiva la condanna a sei anni e mezzo per bancarotta. Con Giulio Lera, in carcere dall’aprile 2014, ha causato un dissesto finanziario per oltre 40 milioni di euro. L’accusa in relazione al fallimento – attraverso un complesso sistema che scaricava i costi su società spazzatura e dirigeva gli utili in Stati Uniti e Svizzera – di diverse aziende del gruppo Turin Hotels International Srl, attivo nella gestione di alberghi e ristoranti di lusso.

Tra questi l’Hotel Turin Palace di Torino, l’Excelsior Palace di Rapallo, il Bentley di Genova, l’Excelsior di Catania, il San Clemente di Venezia, i due Grand Hotel Santa Lucia e Oriente di Napoli.    Tra i fallimenti, appunto, anche quello dello storico ristorante Del Cambio, nel cuore del centro storico di Torino, nato nel 1757 e frequentato assiduamente da Camillo Benso Conte di Cavour, che da lì veniva informato, tramite sventolio di fazzoletti, sullo svolgimento dei lavori del primo Parlamento.

Condannato in primo grado a otto anni di carcere, la sentenza era stata parzialmente riformata in secondo grado, con una riduzione della pena, ma con la sostanziale conferma dell’accusa di bancarotta fraudolenta aggravata. L’uomo, 69 anni, si era rifugiato nelle spiagge tropicali di Santo Domingo l’estate scorsa. Quando i carabinieri si sono presentati alla sua porta per condurlo in carcere, era sparito. Svanito nel nulla per evitare di scontare in una cella delle Vallette di Torino la sua condanna.

Più che estradato, Amato Ramondetti da Santo Domingo è stato espulso. «Come persona indesiderabile», hanno spiegato le autorità locali. Come accadeva tanto tempo fa ai mafiosi italiani, Lucky Luciano ad esempio, rispedito in Italia dagli Usa con la stessa motivazione. Tra l’Italia e Santo Domingo non ci sono infatti trattati per l’estradizione dei ricercati. «Quindi Ramondetti aveva fatto bene i suoi calcoli — spiegano gli investigatori della Finanza — scegliendo un paese dove si sentiva al sicuro».

Non aveva però fatto i conti con le usanze locali. «Aldilà dell’esistenza dei trattati — spiega un esperto cacciatore di latitanti all’estero — ci sono paesi che ti ospitano se sei in grado di pagare. Insomma se fuggendo ti sei portato via una cifra consistente che ti consente di oliare la macchina burocratica ed evitare di essere rispedito nel paese in cui sei ricercato». (La Repubblica, edizione torinese)