Crac Parmalat, arrestati Domenico Barili e Luciano Silingardi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Marzo 2014 - 15:22 OLTRE 6 MESI FA
Crac Parmalat, arrestati Domenico Barili e Luciano Silingardi

Crac Parmalat (Foto Ansa)

PARMA – Domenico Barili, 81 anni ed ex braccio destro di Calisto Tanzi, e Luciano Silingardi, 73 anni ed ex presidente di Cariparma, sono stati arrestati per esecuzione della pena dopo la sentenza definitiva sul crac della Parmalat emessa il 7 marzo dalla Cassazione. I due sono stati arrestati il 14 marzo e all’arrivo dei carabinieri Barili ha avuto un malore ed è stato trasferito in ospedale, piantonato dagli agenti.

Quasi 11 anni dopo il crac della Parmalat nel 2003 – una voragine da 14 miliardi di euro, definita dai magistrati ”la più grande fabbrica di debiti del capitalismo europeo”, con 38mila risparmiatori truffati – la Cassazione, con un verdetto che ricalca quasi del tutto quello d’appello, ha confermato una settimana fa le condanne per il ‘patron’ Calisto Tanzi, il fratello Giovanni (da tempo malato di cuore e deceduto a Parma lo stesso giorno della sentenza) e il commercialista Luciano Silingardi, con uno ‘sconto’ per quest’ultimo di tre mesi per la prescrizione dell’accusa di associazione a delinquere.

Ha guadagnato lo sconto, di cinque mesi, anche Fausto Tonna: l’ex braccio destro di Tanzi è stato l’unico ad ottenere il rinvio alla Corte di Appello di Bologna.  Per Calisto Tanzi, che ha compiuto da poco 75 anni, la condanna finale è stata di 17 anni e cinque mesi, che sta scontando in regime di detenzione ospedaliera a Parma. A lui e agli altri 12 coimputati saranno concessi tre anni di indulto, varato dal Parlamento nel 2006. Silingardi ha maturato – con lo sconto – cinque anni e nove mesi. Soddisfatte quasi del tutto, eccetto il ricalcolo per Tonna e lo sconto prescrizione, le richieste del sostituto procuratore generale Pietro Gaeta, che aveva chiesto la conferma del verdetto emesso dalla Corte di Appello di Bologna il 23 aprile 2012.

Fin da subito era apparso reale il rischio carcere per chi ha condanne non estinte dall’indulto e superiori ai tre anni. Alcuni potranno chiedere l’affidamento ai servizi sociali, altri la detenzione domiciliare in base alla legge Severino. In particolare, la Suprema sorte aveva confermato la condanna a sette anni e otto mesi per l’ex direttore marketing Domenico Barili.