La crisi alimenta la clandestinità. Caritas: “1,5 milioni di irregolari”

Pubblicato il 28 ottobre 2011 13:11 | Ultimo aggiornamento: 28 ottobre 2011 13:11

Foto LaPresse

ROMA – La crisi economica con la conseguente mancanza di posti di lavoro incide negativamente anche sulla presenza degli immigrati: in un anno, secondo le stime del Dossier Caritas/Migrantes, il numero degli stranieri regolari in Italia è rimasto fermo a quasi 5 milioni. In realtà le nuove presenze sono state quasi mezzo milione, tra regolarizzati e nuovi venuti, ma altrettanti sono “scomparsi” perchè il loro permesso di soggiorno è scaduto e, quindi, o sono stati rimpatriati o sono scivolati nell’irregolarità.

Sarebbero circa mezzo milione gli immigrati irregolari presenti in Italia, uno ogni 10 in posizione regolare. Nel 2010 sono stati registrati 4.201 respingimenti alle frontiere e 16.086 rimpatri forzati, a fronte di 50.717 persone rintracciate in posizione irregolare. Nel corso dello scorso anno sono sbarcati sulle nostre coste 4.406 persone, meno della metà rispetto al 2009 (9.573), per non parlare del 2008 quando erano state quasi 40 mila. Ma gli sbarchi sono ripresi nel 2011 a seguito degli sconvolgimenti politici della Tunisia, dell’Egitto e della Libia.

Nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) nel 2010 sono transitati 7.039 immigrati, con una permanenza media di 51 giorni, ma meno della metà (3.339) è stata effettivamente rimpatriata mentre più di un sesto è stato dimesso per scadenza dei termini. Il dossier sottolinea quanto siano “costosi” i Cie, dove secondo dati parlamentari la retta giornaliera costa 45 euro, per non parlare dell’espulsione di uno straniero, che e’ valutabile in una spesa che puo’ arrivare a 10 mila euro.