Cristian Raschi, ultrà della Lazio ai domiciliari si uccide con un colpo di pistola

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Dicembre 2019 10:34 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2019 10:34
Cristian Raschi, ultrà della Lazio ai domiciliari si uccide con un colpo di pistola

Cristian Raschi, ultrà della Lazio ai domiciliari si uccide con un colpo di pistola (Foto Ansa)

ROMA – Cristian Raschi, ultrà della Lazio ai domiciliari, si è tolto la vita con un colpo di pistola alla testa il 24 dicembre. E’ giallo sull’arma, che, essendo ai domiciliari, l’uomo non poteva avere in casa. Era un pregiudicato noto alle cronache, 51 anni, fratello dell’ex pugile Osvaldo. Sebbene agli arresti domiciliari è comunque riuscito a recuperare una calibro 38 con la quale si è sparato alla testa. In un’altra stanza c’era la madre che ha subito chiamato i soccorsi.

Quando è arrivato il personale di un’ambulanza ha trasportato il ferito, agonizzante, all’Umberto I. Poco dopo i medici hanno constatato la morte cerebrale.

L’uomo era agli arresti domiciliari per scontare un reato di usura. I poliziotti, pur credendo che si sia trattato molto probabilmente di un suicidio, vogliono scoprire chi ha portato la pistola (si tratta di un’arma con la matricola cancellata) in casa del pregiudicato che non avrebbe dovuto avere contatti con nessuno in quanto agli arresti. Quattro anni fa, era rimasto vittima di un agguato a San Basilio. Qualcuno gli tese una trappola ed i sicari lo centrarono con tre colpi di pistola all’addome ed alle gambe. Si salvò dopo un mese di ospedale. (Fonte Il Messaggero).