Cristina Zaccanti, parrocchie e libretto: ormoni ai bimbi, l’Onu li vuole gay

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 novembre 2014 12:24 | Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2014 12:24
Cristina Zaccanti, parrocchie e libretto: ormoni ai bimbi, l'Onu li vuole gay

Cristina Zaccanti, parrocchie e libretto: ormoni ai bimbi, l’Onu li vuole gay

ROMA – Cristina Zaccanti, parrocchie e libretto: ormoni ai bimbi, l’Onu li vuole gay. Un documento dell’Oms (organizzazione mondiale della sanità) prevede alla scuola materna “la masturbazione a partire dai tre anni per far sperimentare al bambino le proprie pulsioni… così da alimentare l’esperienza omosessuale…”.

I frequentatori delle due parrocchie di Rivarolo Canavese possono affinare la propria conoscenza sulla questione gender e in generale del mondo omosessuale attraverso le riflessioni , come quella appena citata, di Cristina Zaccanti, professoressa di italiano al liceo e pubblicate sul bollettino parrocchiale, distribuito in tutte le case dei 12mila abitanti di Rivarolo.

Non è l’unica perla contenuta su “L’angolo della riflessione”, la rubrica della professoressa, nel tempo libero anche “sentinella in piedi” a guardia della sacralità e intangibilità della famiglia minacciata dalla cultura omossessuale imperante  e contro il diritto alla famiglia delle persone Lgbt (gay, lesbiche, transgender).

Per esempio: “In nome del diritto del bambino alla propria autodeterminazione in Inghilterra, ma anche in alcune scuole italiane, si somministrano ormoni ai bambini affinché, venendone ritardata la crescita, abbiano più tempo per decidere. All’insaputa delle famiglie il bambino viene orientato all’omosessualità”.

Il Coordinamento Torino Pride è stato costretto a informare l’opinione pubblica e denunciare le incredibili manipolazioni della realtà di quello che definisce “l’angolo della mistificazione e della falsità”. Interpellata dal quotidiano La Stampa, Zaccanti non si scompone.

Oltre al classico “ho molti amici tra gli omosessuali” (e se fossero stati nemici?) giustifica le sue riflessioni come un contributo informato, “sulla scorta di documenti che posso trovare in qualsiasi momento, cose che sono su internet e su pubblicazioni”. Però, concede, dovesse essersi sbagliata chiederà scusa.