Cristoforo Aghilar, catturato in un casolare l’ultimo evaso dal carcere di Foggia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2020 12:35 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2020 12:45
Cristoforo Aghilar, Ansa

Cristoforo Aghilar, catturato in un casolare l’ultimo evaso dal carcere di Foggia (foto Ansa)

Cristoforo Aghilar, catturato in un casolare l’ultimo evaso dal carcere di Foggia.

È’ stato catturato dai carabinieri Cristoforo Aghilar, il 37enne evaso dal carcere di Foggia durante le violente proteste avvenute il 9 marzo scorso.

Con Aghilar sono stati tutti catturati i 72 detenuti fuggiti in massa dal penitenziario.

Cristoforo Aghilar era in carcere con l’accusa di aver ucciso lo scorso 29 ottobre Filomena Bruno, l’ex suocera ad Orta Nova, nel foggiano.

A quanto si apprende i carabinieri hanno trovato Aghilar in un casolare a Minervino Murge (BAT) dove ha trascorso parte della latitanza.

Le forze dell’ordine hanno notificato all’uomo anche una ordinanza per concorso in rapina relativamente ad un’ auto rapinata durante la fuga.

Stando a quanto trapela, l’uomo si sarebbe rifugiato in questi quattro mesi tra Orta Nove e la provincia della Bat.

Le parole del legale della famiglia di Filomena Bruno

“Siamo sollevati per questa cattura.

Ora i figli e i parenti di Filomena Bruno possono rientrare ad Orta Nova”.

Queste le parole dell l’avvocato Michele Sodrio, che difende la famiglia di Filomena Bruno.

Dopo la fuga di Aghilar la famiglia della vittima era stata costretta a trasferirsi in una località protetta.

“Lo Stato ha riparato a un grandissimo torto, quello di aver consentito a questo soggetto di fuggire – prosegue Sodrio -.

Due giorni fa ho sentito i figli della signora Filomena Bruno: erano disperati.

Non ce la facevano più a stare reclusi”.

“Mi hanno raccontato – aggiunge – che altri amici e parenti e addirittura la fidanzatina del figlio maggiore Nicola avevano tagliato ogni rapporto con loro per paura di ritorsioni da parte di Aghilar”.

Secondo il legale, ora per l’ex latitante “deve iniziare immediatamente il processo per il brutale omicidio”.

“Mi auguro – continua – che i giudici gli riconoscano anche il grave e ripetuto stalking contro la vittima nei mesi e nelle settimane precedenti all’omicidio”.

I familiari di Filomena Bruno avevano fatto causa contro l’Arma dei Carabinieri per la mancata protezione alla vittima.

“È già iniziata la causa civile che si sta celebrando al tribunale di Bari contro il ministero della Difesa e ministero dell’Interno responsabili per l’Arma dei Carabinieri – precisa Sodrio -.

Chiediamo un milione e 600 mila euro di risarcimento per i familiari della vittima perché Filomena Bruno prima di essere uccisa aveva denunciato più di una volta le minacce ricevute da Aghilar: aveva chiesto disperatamente protezione per sé e per tutta la sua famiglia”.

Le lettere

Nel covo di Aghilar c’erano anche delle lettere scritte di proprio pugno e pronte per essere spedite.

Ora le indagini dei Carabinieri si starebbero concentrando sulla presenza di eventuali fiancheggiatori che possano aver favorito la latitanza dell’uomo.

“Quando c’è una latitanza così lunga – ha detto il procuratore capo di Foggia Ludovico Vaccaro nel corso della conferenza stampa – ci portano a ritenere che il soggetto ha fatto vari spostamenti ed e’ quindi inevitabile pensare che ci siamo stati degli aiuti”.

Nel corso delle ricerche sono state effettuate decine di perquisizioni tra i comuni foggiani di Orta Nova, Ordona, Stornara, Stornarella ed Ascoli Satriano. Gli inquirenti hanno raccolto anche elementi investigativi circa la volontà da parte di Aghilar di espatriare. (Fonte: Ansa).