Crollo ad Afragola, parla Imma: “Ho pensato a mamma e papà”

Pubblicato il 1 agosto 2010 11:34 | Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2010 12:31
afragola

Palazzina crollata ad Afragola

A 10 anni si è vista crollare casa addosso ed è sopravvissuta. Così la piccola Imma, di Afragola, racconta: ”Ho pensato a mamma e papà. E anche a mio fratello gemello. Con lui stiamo insieme, giochiamo e qualche volta litighiamo pure”.

Dal lettino dell’ospedale Santobono di Napoli dove è ricoverata da ieri, rievoca quelle terribili ore trascorse sotto le macerie. ”Oggi non è un bel giorno – ha aggiunto – anche se è tutto passato”.

La bimba ancora non sa che la nonna, con la quale viveva nell’appartamento caduto al suolo, è morta nel crollo. Ma forse comincia a realizzare e aggiunge: ”Non sono contenta di come è andata a finire”.

Le sue condizioni fisiche sono tuttavia buone: in questi giorni particolarmente difficili, inoltre, sarà assistita anche da una equipe di psicologi del Santobono. Accanto a lei, stamattina, ci sono la sorella e la mamma. Col fratello gemello, al quale è molto legata, si è vista ieri sera. E proprio al fratello Raffaele è legato un racconto della madre della piccola. ”Lui, al contrario di Imma – ha raccontato – dorme con me”. La bambina, infatti, era solita dormire a casa della nonna. ”la notte di venerdì Raffaele era particolarmente irrequieto, mi ha svegliato. Poi ieri quando avevamo perso la speranza di rivedere Imma mi ha detto di non preoccuparmi e che sentiva la voce della sorella che mi chiamava e che diceva che stava bene”.

I vicini intanto raccontano che da qualche giorno il cancello della palazzina crollata in via Calvanese ad Afragola non chiudeva bene. Un segnale premonitore di un possibile cedimento delle strutture. La palazzina – come mostrano spezzoni di travi e di pilastri che affiorano dalle macerie era stata costruita dice il geometra dell’ufficio tecnico comunale Antonio Esposito – con una tecnica degli anni 60-70, utilizzando un ”ferro liscio” che non si usa piu’ da decenni.

Sotto la palazzina, però non c’era nessuna cavità, e dunque il crollo è dovuto, molto probabilmente, ad un cedimento delle strutture, che sarebbe confermato dalla caduta in avanti della palazzina. L’edificio originario era stato costruito in tufo, come buona parte delle costruzioni di Afragola. Lo conferma il geologo Antonio Boemio, conoscitore delle cavita’ del Comune dell’entroterra napoletano. Il violento nubifragio di venerdi’ notte – secondo il geologo – sarebbe stata comunque una concausa del crollo.