Crollo di Afragola, Imma torna a casa e racconta: “Un buio mai visto”

Pubblicato il 15 agosto 2010 17:51 | Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2010 17:59

”C’era il temporale. E i tuoni. Mi sono addormentata a pancia in giù. Mi ha svegliato il rumore fortissimo. Respiravo polvere e c’era un buio che non avevo mai visto”. Parla Imma Mauriello, la bambina di 10 anni uscita sana e salva dalle macerie, dodici ore dopo il crollo della palazzina di Afragola (Napoli), avvenuto il 31 luglio.

Dopo il ricovero al Santobono di Napoli, la piccola superstite del disastro è tornata a casa ieri e ha rilasciato una intervista al Mattino. Nell’incidente rimase vittima la nonna, Anna Cuccurullo, a casa della quale Imma dormiva per tenerle compagnia, e una coppia di giovani sposi, Pasquale Zanfardino ed Enrica Tromba.

”Potevo muovere le mani, i piedi no – ha raccontato la bambina, ricordando i minuti dopo il crollo che l’ha sepolta viva – Ho chiamato la nonna. Per tante volte. E allora ho cercato il cellulare. Volevo chiamare il 118. E dire di fare presto perché a casa della nonna c’era un problema, e che non la sentivo più”.

”Dopo il silenzio ho sentito le voci da lontano – continua la testimonianza -. Ho gridato. Tanto. Ho capito che era inutile. Quando le voci lontane sono sparite sotto un rumore fortissimo. Come quello di un un motore del trattore. Mi sono messa a cercare il game boy. E nemmeno quello ho più trovato. Mi dispiace tanto”.

”Volevo aiutare il vigile che mi stava salvando”, ha detto fra l’altro la piccola. La madre aggiunge: ”Mia figlia, con la gamba schiacciata dal solaio, consolava il vigile del fuoco che si era ferito alle mani per liberarla dalle schegge di vetro che aveva tutto intorno. E si rammaricava perché non aveva sotto mano un fazzoletto da passare al pompiere e gli chiedeva se sentiva dolore”. ”Sì a me la gamba faceva male – conclude Imma – ma credo che facesse più male a quel poveretto tutto sudato e con le mani di sangue”.