Cuneo, migranti. “Non vogliamo negri”. La replica del medico, “non vi curo più”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Maggio 2017 9:07 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2017 9:07
Cuneo, migranti. "Non vogliamo negri". La replica del medico, "non vi curo più"

Cuneo, migranti. “Non vogliamo negri”. La replica del medico, “non vi curo più”

ROMA – Cuneo, migranti. “Non vogliamo negri”. La replica del medico, “non vi curo più”. Per le vie di Roata Canale e Spinetta, due frazioni fuori Cuneo, da qualche giorno campeggiavano dei manifesti anonimi con la scritta “Noi i negri non li vogliamo”. E’ solo l’atto più razzista di una generale contrarietà dei cittadini a un progetto di accoglienza organizzato dalla parrocchia. Manifesti e atteggiamento di chiusura che hanno indotto il medico del posto, il dottor Corrado Lauro, anche chirurgo al Santa Croce di Carle, a prendere le distanze dai paesani con un “atto di resistenza” tramite un post sul suo profilo Facebook e un cartello fuori la porta del suo studio:

“Agli abitanti della frazione cuneese che hanno esposto il cartello “Noi i negri non li vogliamo”, comunico che non intendo prestar loro alcun intervento sanitario se non in caso di immediato rischio di vita o qualora si configurassero le condizioni di una denuncia per il reato di omissione di soccorso. Siete pertanto pregati di rivolgervi a un altro più qualificato professionista”.

Il messaggio ai concittadini è arrivato forte e chiaro: siete troppo razzisti, non vi curo più, a meno di non essere costretto a violare il giuramento di Ippocrate. Evidentemente il medico intende restare tale senza dimettersi da uomo. Del resto i compaesani finora non hanno voluto sentir ragioni, nemmeno di fronte al vescovo di Cuneo in persona, monsignor Piero Del Bosco. Non è riuscito a convincere cioè i 400 paesani riuniti in un’assemblea pubblica che ospitare nella Casa delle opere parrocchiali 24 richiedenti asilo non sarebbe stata una tragedia ma un gesto di umanità.

I falchi del paese, che appoggiano la lista del centrodestra a sostegno della candidatura a sindaco di Giuseppe Menardi, non si danno per vinti e annunciano di volere denunciare il medico per aver tradito il giuramento di Ippocrate.