Da Praga ad Arenzano festa per il Bambino: riti antichi e…

di Mario Tafuri
Pubblicato il 6 settembre 2015 13:14 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2015 13:14
Da Praga ad Arenzano festa per il Bambino: riti antichi e...

Il Bambino di Praga, sopra l’altare del santuario ad Arenzano (Genova)

ARENZANO (GENOVA) – Arenzano ha festeggiato il Bambino di Praga, cui è dedicato il santuario che domina il paese, con due giorni di celebrazioni dove si intrecciano riti antichissimi, un po’ di teatro e la fede centenaria per questa statuetta, il cui originale si trova nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Praga,

La tradizione ligure, ricorda Valentina Bocchino sul Secolo XIX,

“dura da ormai ben 107 anni”

da quando, nel 1908 fu consacrata la grande chiesa dedicata al Bambino, costruita un po’ sul modello del Sacro Cuore di Montmartre a Parigi dai frati Carmelitani Scalzi, ordine fondato da Santa Teresa d’Avila la figlia di un ebreo convertito immortalata nella sua estasi da Gian Lorenzo Bernini e alla quale è dedicata una suggestiva cappella sul lato sinistro del santuario.

La festa è

“ricca di festeggiamenti con la benedizione dei bambini, la suggestiva processione in mare, la benedizione delle barche, la veglia di preghiera tutta la notte e lo spettacolo teatrale “Un Castello nel Cuore”, con l’attrice Pamela Villoresi”.

La parte più suggestiva della due giorni è stata sabato sera con la

“processione della statua di Gesù Bambino di Praga, aperta dai tradizionali Crocifissi”,

quei meravigliosi giganteschi oggetti d’arte ornati di foglioline d’argento che tintinnano a ogni piccola scossa e sono portati appoggiati alla pancia a turni di pochi minuti da omoni vestiti come le confraternite medievali. Vengono da tutta Italia anche se i più bei crocifissi sono in Liguria e in Sicilia. A Genova i portatori dei crocificci (“Stramuoei de Cristo”) non godono di grande stima ma conta poco, perché sempre nuove leve sono pronte a contendersi quell’onore.

Arrivata al porto di Arenzano, la statuetta di Gesù Bambino è stata imbarcata

“per la suggestiva processione di barche in mare”, seguita dalla “preghiera del pescatore e la benedizione alle imbarcazioni e alla città” e dalla veglia di preghiera fino alle 4 di domenica mattina”.

Il Bambino di Praga ha fedeli in tutto il mondo. Sulla spiaggia di Cebu, nelle Filippine, dove morì Magellano, c’è un meraviglioso santuario dedicato al Nino. La storia della statuetta originale è piena di colpi di scena e molto affascinante. La sua sede è a Praga e due sono le statue, poche decine di centimetri, una in alto sopra l’altare maggiore, una ad altezza d’uomo in una cappella sul lato destro della chiesa, cui vengono sovente cambiati gli abiti.

La statuetta originale, opera di uno sconosciuto scultore spagnolo, fu portata a Praga nel ‘600 da Polixena Lobcowicz, che l’aveva ricevuta come dono di nozze dalla madre María Manrique de Lara e che nel 1628 la dono ai Carmelitani scalzi del convento della chiesa di Santa Maria della Vittoria.

L’immagine, ricorda Wikipedia,

“è oggetto di grande devozione a causa della sua fama miracolosa”

e pare sia molto potente. Quando i praghesi la trattarono male, rimuovendola e relegandola in un magazzino, sulla città si abbatterono varie sciagure.

“Ha ricevuto diversi riconoscimenti papali: Leone XIII istituì la Congregazione del Bambino Gesù di Praga nel 1896, Pio X organizzò la fratellanza del Bambino Gesù di Praga nel 1913 e, più recentemente, Benedetto XVI ha donato una corona d’oro in occasione della sua visita apostolica nella Repubblica Ceca nel settembre 2009”.