Daniela Poggiali, infermiera di Lugo: accusato di omicidio anche il primario

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 luglio 2015 17:26 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2015 17:27
Daniela Poggiali, infermiera di Lugo: accusato di omicidio anche il primario

Daniela Poggiali

RAVENNA – Omicidio volontario per non avere adottato tutte le necessarie misure che avrebbero potuto impedire l’uccisione, con un’iniezione letale di potassio, di una paziente 78enne. E’ l’accusa nell’avviso di conclusione indagine che – secondo quanto riporta l’agenzia Ansa – è stato notificato nei giorni scorsi all’allora direttore e alla caposala del reparto di Medicina Interna dell’ospedale Umberto I di Lugo. Erano indagati da aprile nell’ambito delle indagini che vedono come principale accusata l’ex infermiera Daniela Poggiali. 

Il primario, 66 anni originario di Palermo ma residente a Bologna, è difeso dagli avvocati bolognesi Guido Magnisi e Roberto D’Errico. La caposala, 60enne di Copparo (Ferrara) ma residente a Fusignano, nel Ravennate, da poco in pensione, è difesa dagli avvocati ravennati Manuela Liverani e Paola Brighi.     Il procedimento rappresenta una costola investigativa del fascicolo che dal 16 ottobre prossimo, sulla base delle verifiche dei carabinieri del nucleo Investigativo, vedrà alla sbarra in Corte d’Assise a Ravenna la 43enne ex infermiera dell’ Umberto I in relazione alla morte avvenuta l’8 aprile 2014 di Rosa Calderoni, 78 anni di Russi, nel ravennate.

Rispetto all’avviso di garanzia notificato ai due a fine aprile scorso, in quello di conclusione indagine sono state meglio specificate le condotte dei singoli in ragione delle quali i Pm titolari Alessandro Mancini e Angela Scorza hanno contestato l’omicidio volontario sulla base dell’articolo 40 capoverso del codice penale. Ovvero “non impedire un evento, che si ha l’obbligo di impedire, equivale a cagionarlo”. Le difese hanno precisato che si riservano di presentare proprie consulenze o richieste d’integrazione d’indagine.