Daniele Belardinelli. Cutolo e il Padrino sul profilo Fb di Manduca, l’ultrà arrestato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Ottobre 2019 12:36 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2019 12:36
Omicidio Belardinelli: l'ultrà arrestato postava Cutolo

Gli scontri fra tifosi quando fu investito Daniele Belardinelli

ROMA – Fabio Manduca, l’ultrà napoletano arrestato stamani dalla Digos a Napoli per l’omicidio di Daniele Belardinelli, investito negli scontri prima di Inter-Napoli di S.Stefano 2018, avrebbe legami con clan camorristici e con il gruppo ultras partenopeo dei ‘Mastiffs’.

Manduca, titolare col fratello di un’impresa di pompe funebri, ha precedenti per furto, ricettazione, commercio di prodotti falsi e truffa.

Postava foto e frasi di Raffaele Cutolo

Un’immagine di Raffaele Cutolo, il capo della Nuova camorra organizzata, e alcune frasi da lui pronunciate come: “Mi sono pentito davanti a Dio, ma non davanti agli uomini”. E’ uno dei post su Facebook di Manduca.

“‘O Sistema”

Tra gli altri post, un’immagine del film ‘Il padrino’ con su scritto ‘chi ha tradito … tradisce e tradirà … perché infami non si diventa … si nasce’ e alcuni post intitolati ‘O’ sistema’ con frasi del tipo: “anche l’uomo più forte al mondo ha bisogno di avere una donna al suo fianco, perché quando la sua vita è un casino, proprio come in una partita a scacchi, la regina protegge sempre il suo re”.

Apparteneva al gruppo ultrà di Genny la Carogna

Manduca farebbe parte del gruppo ultras del Napoli dei ‘Mastiffs’ che era capeggiato da Gennaro De Tommaso, detto ‘Genny a carogna’. De Tommaso, oggi collaboratore di giustizia, divenne noto perché, il 3 maggio 2014 allo stadio Olimpico di Roma, intavolò una trattativa prima della finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentin. La partita dell’omicidio di Ciro Esposito.

Stando alle indagini della Digos di Milano, Manduca sarebbe legato a Giancarlo Franco, fratello di Vincenzo Franco, ribattezzato ‘Kojak’ e considerato il leader del gruppo dei ‘Mastiffs’.

Un gruppo che, secondo gli investigatori, ha un ruolo nel “sistema” dello spaccio della droga a Napoli, con legami anche col clan Giuliano di Forcella. Un gruppo ultras, quello dei ‘Mastiffs’, che era capeggiato, appunto, da Gennaro De Tommaso e ora da Vincenzo Franco.

I legami con i clan della camorra da parte di Manduca, emergono dal coinvolgimento in passato dell’impresa di pompe funebri dell’ultrà e di suo fratello in un’indagine degli investigatori napoletani. Quest’ultima ha portato al sequestro di alcune società di servizi funebri legate alla famiglia dei Cesarano, a sua volta collegata ai clan della camorra dei Nuvoletta e dei Polverino di Marano (Napoli). (fonte Ansa)