Daniele De Santis, Cassazione conferma condanna per l’omicidio di Ciro Esposito

di Redazione blitz
Pubblicato il 25 settembre 2018 19:49 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2018 19:49
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Daniele De Santis, confermata la condanna a 16 anni dalla Cassazione

ROMA – E’ stata appena confermata dalla Cassazione la condanna a 16 anni di reclusione nei confronti di Daniele De Santis, colpevole dell’omicidio di Ciro Esposito, il giovane napoletano ucciso a Roma poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina-Napoli del maggio 2014.

La Suprema Corte ha infatti respinto il ricorso di De Santis contro il verdetto di appello che gli aveva già ridotto la condanna da 26 a 16 anni di carcere. 

“Volevo la verità, e l’ho avuta: non mi interessa quanti anni si fa De Santis ma solo che siano state definite le sue responsabilità”: così Antonella Leardi, mamma di Ciro Esposito, ha commentato il verdetto della Cassazione. La donna oggi, 25 settembre, è stata presente in Cassazione all’udienza davanti alla Prima sezione penale e dopo avere ascoltato le arringhe degli avvocati di parte civile, Angelo e Sergio Pisani, è uscita quanto ha preso la parola la difesa di De Santis. Antonella Leardi ha fatto ritorno a Napoli, nel quartiere di Scampia dove ci sono gli altri due fratelli di Ciro. 

“Siamo soddisfatti della decisione della Cassazione che non ha accolto il tentativo della difesa di Daniele De Santis di far passare la tesi che l’omicidio di Ciro Esposito fosse un caso di legittima difesa”. Lo hanno sottolineato gli avvocati Angelo e Sergio Pisani che hanno rappresentato in Cassazione i famigliari di Ciro Esposito. “Chiaramente non siamo soddisfatti della riduzione di pena che è stata concessa a De Santis in appello, è che è troppo lieve in relazione a una vicenda così grave, ma la pena al ribasso non è una colpa della Cassazione perché è stata decisa dalla Corte d’Assise. E’ importante che sia stato riconosciuto che De Santis era consapevole del fatto che sparando poteva uccidere, cosa che purtroppo è avvenuta”, hanno sottolineato i due legali commentando il verdetto della Suprema Corte.