Daniele Francoletti trovato morto carbonizzato in auto a Fano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Luglio 2014 12:52 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2014 12:52
Daniele Francoletti trovato morto carbonizzato in auto a Fano

Daniele Francoletti trovato morto carbonizzato in auto a Fano

FANO (PESARO URBINO) – Daniele Francoletti, un piccolo imprenditore agricolo di Senigallia, 34 anni, è stato trovato morto carbonizzato nella sua auto, una Fiat Grande Punto, a Sant’Ippolito di Fano, dove era andato a pesca. Ancora un rebus le cause del decesso, su cui indagano i carabinieri di Fano: suicidio, incidente o omicidio sono ipotesi tutte aperte. L’uomo lavorava nell’azienda di famiglia, era fidanzato da anni, e conduceva una vita tranquilla, dicono i familiari. A dare l’allarme un camionista di passaggio.

Il testimone ha raccontato di aver visto del fumo e poi di aver sentito un rumore simile ad un’esplosione. Si trovava a circa due km di distanza dall’auto e ha subito chiamato i soccorsi. Quando un’ambulanza e i pompieri sono arrivati sul posto però non c’era più nulla da fare.

Il corpo di Daniele Francoletti era quasi completamente carbonizzato, l’auto devastata. La procura di Urbino, che coordina l’inchiesta, affiderà l’autopsia a breve e sono previsti rilievi tecnici sulla vettura, probabilmente affidati al Ris. Ma, osserva un investigatore, viste le condizioni del cadavere non sarà facile ricostruire cosa è realmente accaduto, e ogni scenario – un gesto volontario, un guasto dell’auto o un delitto seguito dal tentativo di distruggere le prove – presenta incongruenze.

Francoletti viveva nella frazione senigalliese di Roncitelli, e conduceva un’esistenza riservata, non risulta avesse ‘nemici’, e non ha lasciato biglietti o messaggi. Non aveva un proprio profilo Facebook e non era solito navigare su internet. Unica sua passione, oltre al lavoro e alla ragazza, la pesca sportiva, che praticava ogni domenica in vari luoghi. Anche ieri aveva detto ai familiari che sarebbe andato a pescare, anche se non aveva spiegato dove. La zona vicina al fiume Metauro dove è avvenuto il fatto è frequentata solo da altri pescasportivi. La famiglia ha chiesto ai carabinieri la massima riservatezza nel trattare il caso con i media.