Daniele Lussana, vigile che risultava vivere in un camper per avere alloggi Aler

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2015 12:12 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2015 12:12
Daniele Lussana, vigile che risultava vivere in un camper per avere alloggi Aler

Daniele Lussana, vigile che risultava vivere in un camper per avere alloggi Aler

BERGAMO – Al Comune di Bergamo risultava ridotto in povertà e costretto a vivere in un camper dopo la separazione dalla prima moglie. Così Daniele Lussana, ex commissario della polizia locale e all’epoca fidanzato, poi sposato, con Sonia Rigoletto (responsabile dell’assegnazione degli alloggi) avrebbe ottenuto una casa di tutto rispetto in via Fontana: 70 mq “sproporzionati per una persona sola” secondo l’accusa. E’ solo il più eclatante tra i casi riportati dall’Eco di Bergamo sull’inchiesta “affittopoli” scoperchiata dalla Guardia di Finanza martedì 9 giugno.

Scrive lEco di Bergamo:

“Il cittadino senza scrupoli che – se sarà dimostrata la tesi del pm Giancarlo Mancusi – per ottenere una casa del Comune o dell’Aler salta la fila d’attesa grazie a assegnazioni in deroga irregolari perché motivate da false emergenze (sfratti, condizioni abitative precarie etc) e scavalca, come da testimonianza del maresciallo Claudio Romano, «donne con figlioletti che vivevano a casa dei nonni perché non c’erano alloggi a disposizione, persone in situazioni disperate che stazionavano nelle graduatorie senza ottenere nulla».

E l’ente pubblico, in questo caso Palafrizzoni, che, nella migliore delle ipotesi, fa la figura del fesso. Perché le anomalie erano già state oggetto di un’indagine interna che rischiava di non portare a nulla se non fosse approdata in Procura e perché, ha spiegato il sottufficiale, i mezzi per scoprire i furbetti c’erano.

Sul caso dell’ex vigile:

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“Risulta vivere in camper dopo la separazione dalla prima moglie. «Ma sarebbe servito anche un accertamento che attestasse che viveva lì da almeno un anno – spiega il maresciallo Romano -. E la relazione dei servizi sociali non era firmata, era una fotocopia, così come non era firmata l’autocertificazione. Sulla richiesta inoltre c’era una marca da bollo del 25/3/08, data successiva a quella in cui si era riunita la commissione per l’assegnazione degli alloggi»”