Danilo Coppola condannato a 7 anni di carcere per bancarotta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 febbraio 2018 13:21 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2018 14:01
Danilo Coppola condannato a 7 anni di carcere per bancarotta

Danilo Coppola condannato a 7 anni di carcere per bancarotta

MILANO – L’immobiliarista Danilo Coppola è stato condannato a 7 anni di carcere con l’accusa di bancarotta per una serie di fallimenti tra cui quello della Porta Vittoria spa.  I giudici, presieduti da Luisa Ponti, hanno disposto la sua interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’inabilitazione all’esercizio di una impresa commerciale e l’incapacità a esercitare gli uffici direttivi presso ogni impresa per 10 anni.

I giudici Ponti-Nosenzo-Iannelli, hanno inoltre ordinato la confisca “dei titoli rappresentativi del capitale” delle lussemburghesi Tikal Prima e Estrella 27, società di Coppola che ora saranno dirette da un amministratore giudiziario appositamente nominato stamane (il dott. Piero Capitini). Il tribunale, ritenendo non sufficienti le prove, ha invece assolto con formula dubitativa l’immobiliarista dal reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte all’erario con cui ha un debito milionario.

Alcuni reati minori sono stati dichiarati prescritti. La sentenza di oggi ha accolto in pieno la richiesta dei pm che per lui avevano chiesto appunto 7 anni di carcere per tre bancarotte, quella del Gruppo Immobiliare 2004, ex gruppo Coppola, dichiarato fallito nel 2013 con un buco di circa mezzo miliardo, di cui 320 milioni di debiti con l’erario, quella di Mib Prima, fallita nel luglio 2015 e quella della società Porta Vittoria, fallita nell’aprile 2016 , dalla quale, secondo il capo di imputazione, con operazioni di frode ai creditori tramite fideiussioni e falsificando i bilanci con la sopravvalutazione degli immobili, avrebbe drenato parecchi milioni di euro che sarebbero, poi, finiti nelle società con sede in Lussemburgo e lui riconducibili. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Coppola dovrà versare a una delle parti civili, la Porta Vittoria spa, oltre 153 milioni di euro oltre agli interessi fino al giorno del saldo. Lo hanno stabilito i giudici del Tribunale di Milano che, a garanzia dei crediti risarcitori, hanno ordinato che sia mantenuto il “sequestro” di alcuni immobili già sequestrati nel settembre 2016. Ordinato anche il pagamento di una provvisionale di 50 milioni al fallimento Gruppo Immobiliare 2004 spa.

I giudici di Milano che oggi hanno condannato Danilo Coppola a 7 anni di carcere hanno disposto la trasmissione degli atti alla Procura “in ordine al ravvisabile concorso” nei reati di bancarotta per l’ex Ad di Banco Popolare Pier Francesco Saviotti, l’advisor Arnaldo Borghesi (ex Lazard Italia), e per alcuni legali del calibro di Vittorio Emanuele Falsitta, Fausto Bongiorni, Paolo Costanzo, Francesco Gianni e Giuseppe Mercanti i quali hanno assistito l’immobiliarista nelle sue operazioni.